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Grosseto

l’omicidio di natale 

«Sono stato io a sparare»: la confessione Lo scambio droga-soldi finito nel sangue

Francesca Gori
«Sono stato io a sparare»: la confessione Lo scambio droga-soldi finito nel sangue

Edikson Bernard Genao risponde al giudice. I due senegalesi erano lì per comprare cocaina ma non volevano pagare

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«Sono stato io a sparare»: la notte passata nel carcere di via Saffi, dove Edikson Bernard Genao, 28 anni originario della Repubblica dominicana è rinchiuso dalla sera di Natale, ha portato consiglio al giovane che ieri mattina in tribunale ha confessato, davanti al giudice Giovanni Muscogiuri e al sostituto procuratore Giampaolo Melchionna di aver fatto fuoco e di aver ucciso Omar Sar, 33 anni, abitante a Bergamo, raggiunto da un colpo alla testa e morto nella notte alle Scotte di Siena, e di aver ferito Talla Diop Mor, 40 anni, residente a Brescia, ferito al torace, tuttora ricoverato al Misericordia.

droga per soldi

«I due mi volevano rapinare»: Lo ha detto Genao, difeso dall’avvocato Romano Lombardi, al giudice che ieri ha convalidato il fermo applicando la custodia cautelare in carcere. I due senegalesi, uno residente a Bergamo e l’altro a Brescia, la sera del 23 dicembre si sono presentati in via della Pace, al numero 203. Dopo aver suonato al campanello dell’appartamento dell’uomo, sono saliti su, fino alle soffitte. È qui che sarebbe scoppiata la lite: nel palazzo di via della Pace si sarebbero dovuti scambiare soldi per cocaina, ma i due senegalesi si sarebbero rifiutati di pagare al giovane dominicano quanto pattuito. Per questo sarebbe scoppiata la lite: il primo colpo di pistola è stato esploso nel palazzo, davanti alla porta di casa dell’uomo. Poi, una volta scesi giù in strada, uno dei due senegalesi, entrambi armati, sarebbe scivolato: Edikson avrebbe preso la pistola e avrebbe fatto fuoco.

la confessione

In tribunale, durante l’udienza di convalida dell’arresto, il ventottenne ha confessato: «Ho avuto paura, avevano le pistole. Mi hanno minacciato». Il ventottenne, che il giorno prima aveva negato ogni responsabilità, ieri mattina ha deciso di collaborare con la Procura. Gli investigatori della squadra mobile della Questura avevano già messo insieme diversi tasselli della sparatoria di Natale, in via della Pace. Durante la perquisizione, gli agenti avevano trovato nell’appartamento di Genao 55 grammi di cocaina e avevano sequestrato il bossolo esploso sul pianerottolo del quarto piano del condominio. Lo stesso bossolo di quelli trovati nella Mercedes Gla: Genao ha fatto fuoco mentre Omar Sar stava cercando di scappare. Lo ha preso alla testa: l’auto era in moto e il piede del trentatreenne è caduto sull’acceleratore. La Mercedes ha sbandato ed è piombata poche decine di metri più avanti contro un’utilitaria parcheggiata nella zona del Sacro Cuore. Soccorso con Pegaso, il senegalese è stato portato in condizioni disperate alle Scotte di Siena, dove è morto la mattina successiva.

la fuga

Genao aveva paura: in due avevano tentato di rapinarlo, pistole in pugno. Lui aveva sparato, la polizia e i carabinieri stavano arrivando. Si sentiva braccato ed è salito sulla Fiat 500 Abarth con targa francese, controllata dalla polizia stradale nel piazzale di un autogrill, lungo l’autostrada per la Francia, nel territorio di Imperia, all’altezza di Ventimiglia. Un’auto che alla polizia risulta rubata, anche se Genao ha fatto capire che non avrebbe commesso nulla di illecito, che avrebbe ricevuto in prestito la vettura, che era rimasto d’accordo con quello che lui riteneva essere il proprietario.

Con lui, in auto, c’era un giovane dominicano che vive a Grosseto e che rischia di essere indagato per favoreggiamento. Genao ha ribadito anche ieri mattina al giudice Giovanni Muscogiuri e al sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che il ragazzo è estraneo a tutta la vicenda: è stato lui a chiamarlo, la mattina della vigilia di Natale da Livorno, dove era arrivato in nottata dopo essere fuggito da Grosseto, per chiedergli di accompagnarlo in Spagna. Non gli avrebbe detto nulla di quanto successo solo poche ore prima in via della Pace. Il ragazzo, che è molto amico di Genao, aveva lavorato tutta la notte ma non si è tirato indietro di fronte a quella richiesta, acconsentendo ad accompagnarlo fino a Barcellona: il ventinovenne dominicano infatti, non ha la patente e non avrebbe potuto guidare.



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