Il Tirreno

Grosseto

la festa degli auguri 

Le prospettive della Sol.Mar tra innovazione e sviluppo

Enrico Giovannelli
Le prospettive della Sol.Mar tra innovazione e sviluppo

Il vescovo Rodolfo ha celebrato la messa alla Nuova Solmine di Scarlino Il presidente Mansi: «Fiducia nel futuro della chimica, siamo gruppo stabile»

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La festa degli auguri di Natale per il gruppo Sol.Mar a Scarlino, con la messa celebrata dal Vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, è stata anche l’occasione per stilare il bilancio del 2019 e gettare le basi e i programmi per l’anno nuovo. Nella sua relazione il presidente della Nuova Solmine l’ingegner Lugi Mansi, ha sottolineato il buon andamento della società: «Nella recente riunione che si è tenuta a Roma dei produttori di acido solforico, ci è stato ben chiaro che anche in Europa la rete dei rapporti allacciati da Nuova Solmine e i colleghi è salda, e foriera di fruttifere collaborazioni per il futuro». Parole che hanno rincuorato i lavoratori: «Siamo un gruppo valido e pronto ad affrontare nuove sfide – ha sottolineato Mansi, citando poi l’economista Julian Lincoln Simon – Il miglior carburante per alimentare il progresso è la nostra scorta di competenze, il freno è la nostra mancanza d’immaginazione».

L’ingegner Mansi ha focalizzato la sua attenzione soprattutto sul territorio: «Noi operiamo in una zona povera di tessuto industriale e ambientalmente non favorevole, ma il gruppo ha saputo dare risposte serie e non discutibili anche in presenza di eventi che avrebbero potuto determinare una pericolosa e forse letale involuzione. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Il contesto generale non aiuta: siamo sempre più limitati da eventi e condizionamenti esterni». Il presidente Mansi poi ha gettato lo sguardo più lontano per quello che potrà dare il settore: «La chimica, intesa sia come scienza che come industria, deve guardare al futuro con fiducia. Due fattori lo domineranno: la digitalizzazione e la sostenibilità. Il nostro comparto per la sua peculiarità ha anticipato già la digitalizzazione, e il nostro sforzo dovrà essere quello di dimostrare che la chimica è la fabbrica del futuro». Le Nazioni Unite nel 2015 hanno definito il concetto di sostenibilità, e ha stabilito che lo sviluppo sostenibile si concretizza con il conseguimento di 17 obiettivi: povertà e fame zero, salute e benessere, istruzione e infrastrutture riduzione delle disuguaglianze, città e comunità sostenibili, consumo e produzioni responsabili, azioni per il clima, la vita sott’acqua, la vita sulla terra, pace, giustizia e istituzioni forti, partnership per gli obiettivi. «Per raggiungere quanto stabilito dalla Commissione Europea – dice Mansi – c’è bisogno della chimica. E la stessa Commissione ha lanciato l’European green deal per decarbonizzare l’Europa. L’Italia è stata la prima nazione ad aderire al programma. La sostenibilità non può essere solo ambientale, ma deve essere perseguita insieme e contemporaneamente alla sostenibilità economica e sociale». Chiude con un monito l’ingegner Mansi: «Dobbiamo rendere chiaro il concetto di circolarità dei processi produttivi e si dovrà sostituire la parola rifiuto con scarto di lavorazione, che dovrà essere normato per il reimpiego nella filiera produttiva. Insomma è impensabile fare a meno di un inceneritore nello stadio finale del processo di riutilizzo. Non dobbiamo avere paura della parola inceneritore. Il nostro gruppo da anni partecipa al programma “Responsabile care” e applica questi concetti e dobbiamo combattere l’emotività più che l’approccio razionale, la sopravvalutazione degli effetti negativi, la sottovalutazione degli effetti positivi e soprattutto la mancanza di una vera cultura industriale». —



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