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La palpeggiò al lavoro, condannato: i familiari della ragazza scatenarono una lite
Grosseto. I carabinieri furono costretti a intervenire in un ristorante. Per l’uomo, accusato anche dall’ex moglie, una condanna a nove mesi
GROSSETO. Erano andati in dieci al ristorante dove lavorava la loro parente che aveva raccontato, durante la pausa dal lavoro, di essere stata palpeggiata dal titolare del ristorante dove prestava servizio come aiuto cuoca. Erano andati a protestare contro quell’uomo che aveva abusato della giovane e le loro rimostranze si erano poi trasformate in un tafferuglio: per sedarlo erano dovuti intervenire i carabinieri che credevano di trovarsi di fronte soltanto una lite ma che invece si erano poi dovuti occupare di una delicata indagine per violenza sessuale.
L’uomo, che oggi ha 63 anni, difeso dall’avvocato Carlo Castaldi di Roma, è stato condannato a otto mesi e ventisei giorni di reclusione con il rito abbreviato oltre alle spese processuali e all’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno e della interdizione dai pubblici uffici per una durata uguale a quella della pena alla quale è stato condannato. Il giudice che ha emesso la sentenza è Giovanni Muscogiuri. I fatti risalgono al mese di agosto, quando la giovane di origini straniere, stava spazzando il pavimento della cucina dove lavorava come aiuto cuoca. L’uomo, che era fidanzato con una cameriera che lavora nel suo locale, insieme alla sua ex moglie, rimasta nella società, aveva messo da qualche giorno gli occhi addosso alla ragazza. «Ciao bella», «Senti, lo so che sono antipatico, ma resterà tra noi», «Buon riposo piccola», le aveva scritto solo pochi giorni prima di toccarle il fondoschiena mentre passava dietro di lei nel ristorante. Il 4 agosto aveva cercato di avvicinarla a sé trattenendola per un polso, ma la ragazza lo aveva spintonato via, allontanandosi. Pochi giorni dopo però, lui l’aveva presa di nuovo alla sprovvista: aveva tentato di avvicinarla a sé per baciarla e le aveva toccato le parti intime.
La ragazza dopo essere stata a casa in pausa, era tornata al locale e aveva raccontato alla contitolare del ristorante, ex moglie dell’uomo, quello che aveva subito. La donna, infuriata, aveva ripreso l’ex marito per il suo comportamento ma lui, arrabbiato per quanto successo, aveva cominciato a offendere la giovane urlandole di appartenere a una «razza di m....». La ragazza era scoppiata in lacrime ed era tornata a casa, dove aveva raccontato ai suoi parenti quello che era successo. Una decina di loro avevano deciso di andare al ristorante per chiarire l’episodio: per calmarli, era stato necessario l’intervento dei carabinieri.
La ragazza si è poi licenziata: all’udienza, celebrata con il rito abbreviato, l’uomo ha dato alla giovane cinquemila euro di risarcimento. —
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