Il Tirreno

Grosseto

scansano 

Un dono alla Farfalla per le amorevoli cure al padre

Fiora Bonelli
Un dono alla Farfalla per le amorevoli cure al padre

Il 18 dicembre Renzo Sforzi di Madrechiesa se n’è andato e la famiglia ha raccolto  quasi 700 euro per la onlus che si è presa cura di lui

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. Se n’è andato Renzo Sforzi di Madrechiesa e i familiari destinano un’offerta all’associazione La Farfalla di Grosseto: «Mio padre è stato curato con amore e rispetto al centro residenziale di leniterapia della Farfalla. Vogliamo ringraziare questa associazione così speciale, tutta l’equipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, ausiliari socio-assistenziali, per le cure e l’affetto che ha ricevuto».

La famiglia Sforzi dona così all’associazione La Farfalla 670 euro, che è la cifra raccolta grazie alle offerte ricevute da parenti e amici in concomitanza della scomparsa di Renzo Sforzi, il 18 dicembre, «Come riconoscimento sincero a questa associazione – spiega la figlia di Renzo, Silvia Sforzi – che ha amorevolmente assistito mio padre durante la sua malattia. Mio fratello e mamma Santina ed io ringraziamo tutti i volontari dal profondo del cuore perché sono stati vicino a lui e a noi familiari, offrendo aiuto e conforto».

Renzo Sforzi se ne è andato a 74 anni e Madrechiesa perde un grande lavoratore e un uomo dai profondi legami familiari. Renzo aveva lavorato al comune di Scansano come operaio per molti anni, da un pezzo era in pensione ma non stava certo con le mani in mano. E teneva come un gioiello i suoi terreni da cui ricavava vino per il consumo di casa.

Con la pensione aveva potuto coltivare la sua grande passione, la caccia. Cacciatore storico della zona di Scansano, possedeva alcuni cani da lepre e in questo tipo di caccia era considerato un vero e proprio asso. Aveva una famiglia in gamba: la moglie Santina, originaria di Arcidosso, e due figli che adorava; Silvia, dipendente in un’azienda della zona e Giacomo, Giacomo Sforzi, che a neppure trent’anni sta diventando esperto di vino dato che lavora in un’azienda vitivinicola e sta raccogliendo la passione ereditata dal padre per questo tipo di produzione.

L’antica origine della famiglia Sforzi appartiene al territorio di Campagnatico, ma ormai da molti decenni ha messo radici a Madrechiesa. E proprio qui, il 15 agosto, la madre di Renzo, Gilla Ferrini, ha festeggiato i suoi cento anni, circondata dall’affetto del figlio al quale è sopravvissuta e dei nipoti Silvia e Giacomo. Anche Gilla, nata a Scansano, vissuta poi a Salotto fino a 19 anni, si era sposta a Montorgiali con Bruno Sforzi il padre di Renzo, e aveva risieduto ai Marrucheti fino alla morte del marito, poi era tornata ad abitare a Madrechiesa; faceva le pulizie alla posta e nelle scuole e aiutava la suocera nella sua tabaccheria. Una famiglia, insomma, parte integrante della piccola comunità di Madrechiesa.

Dopo il funerale che si è tenuto nel borgo scansanese, i resti di Renzo sono stati cremati. —

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