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L’Unione assume forestali Primo reclutamento a marzo

Fiora Bonelli
L’Unione assume forestali Primo reclutamento a marzo

In sei mesi ha ingaggiato quattro addetti per l’area tecnica e amministrativa Adesso l’ente pensa a incrementare la quota degli operai, che per ora sono nove

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. I sette comuni amiatini – Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Castell’Azzara, Seggiano, Semproniano e Roccalbegna – stanno riposizionandosi per far funzionare al meglio la macchina amministrativa dell’Unione dei comuni Amiata Grossetana. In sei mesi sono state assunte quattro persone, due figure tecniche e due tecnico-amministrative. Ed è in arrivo un bando per assumere due operai forestali a marzo, che si aggiungeranno ai nove operai al momento attivi. E per il 2020, l’Unione ha intenzione di inserire fra le funzioni che già possiede, anche quella statistica (Istat).

Il presidente dell’Unione dei comuni Massimo Galli, da sei mesi alla guida dell’Ente, contesta l’idea che l’Unione sia una macchina inutile come qualcuno sostiene: «L’Unione – dice – è un valore aggiunto per l’Amiata perché ha garantito, soprattutto ai piccoli comuni, di avere servizi che da soli non sarebbero stati in grado di possedere: servizi associati di scuola, protezione civile, Suap, urbanistica, per il vincolo paesaggistico e idrogeologico; poi i tributi, da cui però è uscito Castel del Piano. Avevamo in comune anche la polizia municipale, ma sei comuni su sette (escluso Seggiano) hanno deciso di riportare in house il servizio, e stiamo lavorando per tornare a gestire come singoli comuni pure la viabilità, perché ciascuno può gestirla coi propri uffici tecnici. L’Unione sta lavorando a varie questioni importanti: portare tutta l’urbanistica privata on line e eliminare così il cartaceo. Anche per la scuola stiamo attivando un programma gestionale e un sistema di controllo sui trasporti e sulla mensa. Per far girare al meglio l’Unione, abbiamo assunto in sei mesi quattro figure ad hoc e contiamo di rimpolpare anche il parco degli operai forestali che erano, una volta, una delle colonne portanti della ex Comunità montana. Ne assumeremo già due a marzo e poi faremo il possibile per aggiungerne altri».

Nei progetti che Galli vorrebbe si realizzassero a breve, c’è la parte delle riserve, delle oasi e dei parchi e la valorizzazione dell’ambiente amiatino: «L’Amiata – dice – ha una delle più grandi faggete europee, abbiamo un mosaico di luoghi protetti (Monte Penna, Rocconi, Pescinello, Poggio all’Olmo, Parco faunistico) con una nuova sentieristica. Fra l’altro – aggiunge – il Parco faunistico avrà a breve un nuovo direttore e speriamo in un rilancio a tutti gli effetti. Abbiamo strutture di valore che intendiamo far conoscere ed è per questo che il consorzio forestale ha attivato progetti per la valorizzazione dei due noti rifugi di Castel del Piano e Santa Fiora». Galli vuole poi sottolineare il valore del sistema museale dell’Amiata. «Abbiamo ricchezze che cominciano a farsi conoscere, con centinaia e centinaia di presenze turistiche ogni anno. Andiamo avanti così». –

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