Gioco
«Ho pensato che fossero petardi poi ho serrato la porta di casa»
In via della Pace 203 l’appartamento è stato messo sotto sequestro. Trovato un bossolo. La prima lite è avvenuta nel sottotetto
. Sembrava il colpo di un mortaretto, il primo sparato con la pistola in un condominio in via della Pace. Ma prima, c’erano stati quei rumori che provenivano dalla soffitta, rumori come di oggetti che venivano trascinati, spostati. Tonfi. «Chissà cosa stanno facendo su?», si erano domandati i condomini, quelli che abitano ai piani più alti della palazzina, quelli che hanno la porta di casa accanto all’uomo che avrebbe esploso quei colpi. «Quando ho sentito quel rumore ho pensato che qualche ragazzino avesse esploso un petardo sulle scale, visto che era Natale», spiega uno degli abitanti del palazzo. In casa ci sono gli alberi addobbati, fuori, sulle scale, era cominciata una sparatoria finita con un morto e un ferito.
Sera del 23 dicembre, 21 circa. Qualcuno (si scoprirà poi essere stati i due senegalesi), avevano suonato al campanello del portone elegante che si affaccia in via della Pace, al numero 203. Avevano salito le scale, fino al quarto piano, prendendo la scalinata di sinistra ed erano arrivati fino a quelle stanzine che si trovano in cima: è lì che sarebbe scoppiata la lite. Un bossolo è stato ritrovato dagli uomini della scientifica della polizia davanti alla porta di casa del vicino dello straniero. I due senegalesi hanno tentato di fuggire: sono corsi giù per le scale. «Ho sentito quei passi farsi più veloci – racconta uno dei condomini che poi sarà sentito anche dalla polizia – e ho chiuso a chiave la porta di casa. Non capivamo cosa stesse succedendo, ma abbiamo pensato che non fosse il caso lasciare la porta aperta con i bambini dentro». Dalla finestra dell’appartamento, i condomini vedono la scena di quello che sarà poi l’omicidio di Natale a Grosseto: l’uomo, con la pistola spianata, indossa un giubbino rosso: insegue il giovane che riesce a salire a bordo della Mercedes di grossa cilindrata parcheggiata lungo il marciapiede, sotto al palazzo. È in contromano, con il muso dell’auto che guarda verso via Aurelia Nord. L’uomo con la pistola riesce ad aprire la portiera posteriore e dal palazzo si sentono altri tre colpi, prima che l’auto parta all’impazzata per schiantarsi nemmeno cinquanta metri più avanti su un’utilitaria parcheggiata. Un urto violentissimo.
Nel frattempo, il quarantenne senegalese aveva tentato di scappare a piedi, ma anche lui era stato ferito con un colpo di pistola alla schiena. È arrivato al pronto soccorso dell’ospedale, forse da solo, ed è stato ricoverato. La mattina della vigilia di Natale è stato operato. Pur se grave, non sarebbe mai stato in pericolo di vita. Il giovane uomo che era sulla Mercedes invece è stato portato con Pegaso a Siena, alle Scotte: il 118 arrivato in via della Pace ha operato il soccorso di un ragazzo coinvolto in un incidente, un ragazzo che a velocità folle, con un’auto potente, aveva prima sbattuto contro tre alberi per finire la sua corsa contro un’altra vettura. Arrivato a Siena, sottoposto alla tac, nel suo cranio è stata scoperta la presenza di un proiettile. È morto la mattina della vigilia di Natale.
Sul posto, insieme al 118, sono arrivati gli agenti della polizia municipale, i carabinieri e la polizia, che sta indagando, con la squadra mobile, sull’omicidio di Natale. Poco prima di mezzanotte, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento al quarto piano della palazzina, dove abita il brasiliano che si è dato alla fuga. Fino a poco tempo prima, in quell’abitazione viveva una donna con la figlioletta. Via della Pace è rimasta transennata a lungo: gli abitanti della zona o chi semplicemente si è trovato a passare di lì, ha pensato che si fosse trattato di un incidente. La mattina dopo, sul marciapiede e sulla strada, c’erano i segni lasciati dalla polizia scientifica che ha fatto i rilievi. Gli abitanti del quarto piano sono stati fatti scendere a casa dei vicini dei piani di sotto, prima che la polizia facesse irruzione nell’appartamento dell’uomo. Gli agenti della squadra mobile temevano che nell’abitazione ci fossero altre persone e temevano che fosse armate. L’abitazione, però, era vuota. —
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