Sicurezza
Addio a Giannini, peso massimo degli anni Sessanta
GROSSETO. Era rimasto in attività per un tempo lunghissimo, fino all’età di 37 anni, disputando da professionista una settantina incontri. Gianfranco Giannini, ex pugile, è morto la mattina del 24 alla Casa di riposo di via Ferrucci, dove si trovava da qualche tempo. Aveva compiuto 80 anni nel maggio scorso.
Era stato uno dei talenti di maggior spicco della gloriosa Pugilistica Grossetana. Peso massimo, aveva cominciato proprio nella palestra del capoluogo: 14 incontri, prima del trasferimento in Germania dove aveva proseguito la carriera da dilettante e dove aveva vinto una trentina di incontri prima del limite. Nel 1961 era rientrato in Italia e di lì a poco, per la precisione nel 1964, era diventato professionista. Al debutto da prof, giusto 55 anni fa (26 dicembre 1964, teatro di Salci, Perugia), aveva superato Alberto Grandolini in tre round, per ko tecnico. Il primo match davanti al pubblico di casa, il 16 giugno 1965, lo aveva visto superare Vittorio Gobbo: in quella riunione si esibì anche un altro grande della boxe made in Maremma, Dino Fontana. Era salito sui ring di tutta Italia, era andato anche in Spagna, nel 1971, per incontrare, a Barcellona, Joa Tarzan. I familiari ricordano anche un incontro con lo statunitense Johnson ex campione del mondo. Era stato, insomma, uno degli alfieri del pugilato maremmano, quello che aveva sfornato talenti di ogni categoria e che aveva portato Grosseto anche alla ribalta mondiale. In quegli stessi anni, nella palestra del palasport dello stadio, si era affacciato anche quello che sarebbe poi diventato il presidente della Pugilistica Grossetana, Umberto Cavini: sotto la guida del maestro Polidori, aveva conosciuto e apprezzato Giannini.
Nativo di Pistoia, Gianfranco era arrivato in Maremma per poi trascorrere alcuni anni in Germania e tornare qui da noi. Aveva gravitato per qualche tempo a Follonica. Infermiere, nel reparto di ortopedia, aveva sposato la signora Mara, anche lei infermiera, e da lei aveva avuto Monica, unica figlia. L’ultimo saluto domani a Sterpeto, non ci sarà funzione religiosa. —
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