Il Tirreno

Grosseto

Scalo civile di Grosseto, l’Aeronautica alla fine dice sì e concede il nulla osta all’aumento dei voli

Giovanna Mezzana
Scalo civile di Grosseto, l’Aeronautica alla fine dice sì e concede il nulla osta all’aumento dei voli

Autorizzati 2mila movimenti nel 2020 e via libera al decollo notturno. Resta il nodo dell’attrazione delle compagnie aeree

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GROSSETO. Per il 2020 l’aeroporto civile di via Orcagna potrà contare su 2mila voli, 250 in più rispetto alla quota concessa per l’anno precedente: tanti ne sono stati autorizzati dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica. Era settembre 2018 quando Seam, la società che gestisce lo scalo civile maremmano, cominciò a “stuzzicare” la Forza Azzurra; l’obiettivo era quello di ottenere un incremento dei movimenti autorizzati – erano 1. 750 per il 2019, erano stati 1.450 per il 2018 – o, in alternativa, trovare altre soluzioni per lo sviluppo dell’aeroporto grossetano. A più di un anno di distanza, e dopo numerosi solleciti – sia ufficiali che ufficiosi – da parte di Seam, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha detto sì: ha dato il proprio nulla osta all’aumento delle movimentazioni e ha concesso anche un’altra “liberatoria” che fa sì che un investimento da 200mila euro già sostenuto dalla società possa diventare produttivo. È un punto di partenza, non di arrivo, tant’è «che la vera sfida comincia oggi» commenta il presidente di Seam Tommaso Francalanci.

L’obiettivo raggiunto

È di questi giorni la comunicazione con cui lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, raccogliendo i desiderata di Seam, ha portato a quota 2mila il numero dei movimenti autorizzati sullo scalo civile. Non solo. La Forza Azzurra ha anche accolto positivamente un’altra richiesta, cioè la possibilità di far decollare dall’aeroporto di via Orcagna voli in notturna, consentendo così a Seam di raccogliere i frutti – capitalizzare – un investimento da 200mila euro che era stato messo a segno per l’installare Avl (i dispositivi aereo-visivi luminosi), ovvero le luci di segnalazione notturne. Con i due nulla osta – che non era scontato che giungessero, alla luce anche dei tempi di attesa – è arrivata anche una sorta di dichiarazione di intenti da parte dei militari che è stata accolta da Seam come un’apertura «allo sviluppo dell’aviazione commerciale – specifica Francalanci – previa verifica, “alla bisogna”, dell’impatto di essa sulle attività istituzionali dello Stormo». Che significa? Significa che se domani fosse spedita a Seam una richiesta da parte di una compagnia aerea, lo Stato maggiore dell’Aeronautica, la Forza Azzurra, sarebbe pronta a valutarla nell’interesse dello sviluppo dell’aviazione maremmana, che dovrebbero non entrare, è ovvio, in rotta di collisione con i diktat militari. «Sulla base di tali premesse – aggiunge Francalanci – si può dire che le cose sembrano volgere al meglio».

Via la spada di Damocle

Con i via libera ottenuti dall’Aeronautica, Seam, innanzitutto, tira un sospiro di sollievo. L’incremento dei voli è il punto di partenza per dare gambe al business plan con cui la società che gestisce lo scalo civile ha “promesso” alla Regione Toscana – che in seno a Seam detiene una quota del 7% – un fatturato da almeno 1 milione di euro. Era giugno, infatti, quando Firenze cominciò a mettere il fiato sul collo a Seam; l’esercizio 2018 della società si era chiuso con un utile di circa 61mila euro, meno della metà di quello dell’anno precedente (149mila euro) e la redditività di Seam era in discesa: così la Regione Toscana aveva cominciato a ventilare la propria uscita dall’azionariato, dovendo rispettare, sul fronte delle partecipate, i dettami della Riforma Madia che impone di dismettere le quote in seno a quelle società la cui permanenza sia “sconveniente”. L’aeroporto civile di Grosseto non ha un duty-free, non ha un parcheggio a pagamento e i diritti vengono imposti dall’Ente nazionale per l’aviazione civile, l’Enac (non può praticare i prezzi che vuole), va da sé che per fare ciccia era innanzitutto necessario incrementare i voli – ecco perché Seam si era mossa fin da settembre 2028 – e questa chance adesso è arrivata.

Da sciogliere

Certo è che se compagnie aerei si facessero avanti per fare “rotta” su Grosseto, il percorso comincerebbe a essere in discesa. Attualmente, attrarle «è estremamente difficile – spiega Francalanci – visto che nella maggior parte dei casi vengono richiesti agli aeroporti incentivi economici (il cosiddetto concorso all’attività di marketing) che sono “pesanti” e incompatibili con le attuali disponibilità di Seam». Mai dire mai: il 2020 potrebbe anche riservare delle sorprese (positive) per l’aviazione commerciale maremmana. Un pizzico di ottimismo aiuta. –
 

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