Gioco
«Natale, shopping mai così povero in centro. Noi investiamo, ma senza eventi si muore»
Lo sfogo di Caterina Palmieri e le ricette per invertire la rotta: contro la crisi musica in piazza ed eventi di qualità
GROSSETO. «Non mi era mai successo di poter stare a mezzogiorno, quando suonano le campane del Duomo, a sedere nel mio negozio il sabato prima di Natale a rilasciare un’intervista. Questo dà la misura di quello che sta accadendo in centro storico: noi commercianti siamo in seria difficoltà. Un dicembre come questo non si era mai visto». Caterina Palmieri parla e guarda fuori dal negozio: davanti alla vetrina di "Palmieri easy chic", nonostante il sole e le temperature primaverili di ieri, passano poche persone. Qualcuna si ferma, incuriosita dalla vetrina, entra e chiede. Compra, anche. «Perché se le persone tornano a vivere il centro - dice - nei negozi che ci sono trovano anche oggetti di qualità da comprare. Ma se il centro si lascia in questo modo, moriamo anche noi commercianti». Col suo sorriso che conquista, Caterina Palmieri porta avanti due negozi in centro che portano il cognome della sua famiglia: quello all’inizio del corso e quello sul quale è tornata a scommettere da metà novembre, in piazza della Palma. Ma anche lì, non si fanno affari. «È un’altra zona della città che è stata svuotata - dice - Io ho deciso di riaprire, ma se non si inverte la rotta, la città rischia di non riprendersi più». Non c’è polemica nelle parole della donna, che da 35 anni si dà da fare nelle sue molteplici attività, tra Grosseto, Marina e Castiglione della Pescaia.
Eppure, quello che sta succedendo quest’anno, non era mai capitato. Parla da osservatrice, lucida. «L’anno scorso la stagione era andata bene - dice - probabilmente perché ancora non era stata presa l’abitudine di andare nei centri commerciali. In centro non c’è niente: non ci sono eventi, non ci sono iniziative organizzate per portare persone a frequentare il salotto della città. E se lo svuotiamo, questo salotto, facciamo morire Grosseto». Palmieri è un fiume in piena, ma soprattutto è un pozzo inesauribile di idee. «Mi auguro che l’amministrazione comunale e le associazioni di categoria trovino delle soluzioni per cambiare questo stato di cose - spiega - Le idee non mancano, manca la benzina per far andare questa macchina». L’equazione che la commerciante ha in testa è semplice: se si organizzano eventi e si portano persone in centro, anche i negozianti ne guadagnano. «La dimostrazione - aggiunge - l’abbiamo avuta quando c’è stata la Notte della città visibile, per esempio. O il 7 dicembre quando è stata fatta la giornata con le guide in centro. C’erano tantissime persone e anche nei negozi c’è stato movimento. Segno che se si creano eventi, la gente raccoglie l’invito e partecipa volentieri».
Di idee, Caterina Palmieri, ne ha moltissime: spesso nel suo negozio vengono organizzati eventi, presentazioni, piccoli appuntamenti che riscuotono sempre grande successo. Ma non basta. «In questo periodo di feste sarebbe stato bello che l’amministrazione avesse organizzato degli spettacoli in piazza - dice - appuntamenti come il truccabimbi, piccoli spettacoli teatrali per leggere le favole ai più piccoli nel pomeriggio. Musica, la sera, balli in piazza ed eventi enogastronomici, visto che siamo famosi in tutto il mondo per le nostre specialità. Abbiamo musicisti bravissimi, orchestre, band di ragazzi che sarebbero contenti di esibirsi in piazza. E poi ora vanno tanto di moda gli show cooking: perché non farli in centro?».La ricetta che Palmieri ha in mente per far tornare a vivere il centro storico è semplice, alla fine. «Ad Arezzo ogni anno allestiscono in centro la casa di babbo Natale - dice - e i visitatori arrivano anche con i pullman da tutta la Toscana. Qua da noi si è scatenata la scorsa settimana la polemica sul presepe: perché a Grosseto non si è mai pensato ad esempio di fare il presepe vivente, così come fanno a Istia?». Domande, quelle che pone la commerciante, che più che una risposta meriterebbero l’attenzione di chi potrebbe fare qualcosa per dare una spinta al centro. I commercianti poi dovrebbero metterci del loro: come ha fatto Caterina, che ieri è rimasta aperta anche all’ora di pranzo, così come succede nei centri commerciali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
