Attenzione
I pastori scendono in piazza con “La Rabbia” di Pasolini
In 400 si sono dati appuntamento a Rispescia con destinazione il Maremà Nessun simbolo di partito ma solo il tricolore. Carlicchi: «Arriverà la ministra»
Più di 50 trattori e altrettanti veicoli fra camper, fuoristrada, automobili, bandiere tricolori, striscioni, cartelli, slogan. I pastori e gli agricoltori toscani ieri sono scesi in piazza a Grosseto, città simbolo della ruralità; da tempo, ormai, in Maremma si alzano proteste da parte di una categoria che è la spina dorsale dell’economia autoctona e che sta subendo una crisi epocale: a causa delle predazioni delle greggi e delle mandrie, dei prezzi a picco di latte, cereali, ortaggi, frutta di un mercato globalizzato che facilita l’importazione selvaggia di grano, olio, latte e trasformati. È una situazione insopportabili per gli ultimi allevatori e agricoltori rimasti. Per denunciare tutto questo, chiamati a raccolta dal Comitato Pastori d’Italia guidato da Mirella Pastorelli, sono arrivati in tanti. C’erano circa 400 persone, alla fine della manifestazione, nel piazzale del Maremà dove si sono disposti, a fine mattinata, trattori e veicoli, per un dibattito.
La mattina è cominciata alle 10,30 a Rispescia, con una mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia perché i trattori arrivavano con prudenza, dalle campagne del Livornese e da Siena, oltreché da Grosseto, scortati dalla polizia. Presente anche l’Emilia Romagna con un camper e automobili da Pisa, Lucca, Viterbo. In contemporanea anche all’Aquila avveniva la medesima manifestazione. «E questo è solo un assaggio – hanno annunciato gli organizzatori, Mirella Pastorelli e Salvatore Fais di Riotorto – perché vogliamo andare a Firenze e a Roma». Come annunciato da giorni, la manifestazione era aperta a tutte le forze politiche e a tutte le associazioni ma senza bandiere identificative: «Tutti sotto l’unica bandiera italiana», il tricolore, era stato detto. E così è andata.
E c’è, appunto, chi è venuto senza “simboli” pur di sostenere i manifestanti: c’era Fabrizio Rossi, coordinatore interprovinciale di Fratelli d’Italia: «Dove non arriva lo Stato –ha detto Rossi – arrivano i cittadini. Grande giornata, questa». C’era Rinaldo Carlicchi, consigliere comunale di Grosseto, esponente di Italia Viva: «Verrà a breve qui a Grosseto – ha annunciato – la ministra Teresa Bellanova perché dobbiamo interfacciarci con chi può incidere in questo settore». C’era il consigliere regionale del Carroccio Roberto Salvini: «L’agricoltura può e deve essere il motore economico trainante di questa Regione”.
C’era Franco Verrascina, presidente di Copagri, unica associazione presente: «Chi è restato a casa – ha detto – ha dimostrato cosa non si deve fare. C’è necessità di fare squadra». C’era Francesco Perrella di Alleanza per la libertà: «Siete voi il vero presepe vivente – ha detto – senza la luce di uno Stato che dovrebbe proteggervi». C’era il delegato del sindaco di Sorano Giorgio Giulietti: «La prossima volta bisogna che in piazza ci siano tutti e 28 i Comuni del Grossetano». Pastorelli, se pure soddisfattissima, appunta: «Oggi dovevano essere tutti qui – ha osservato fra gli applausi – politica, istituzioni e associazioni. Un’occasione persa per loro». E Ferdinando Tizzi di Saturnia, ha alzato un inno alla cultura contadina con le parole de “La Rabbia” di Pasolini: «Quando saranno morti tutti i contadini, tutti gli artigiani e quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle e quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, ecco, allora la nostra storia sarà finita». –
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