Sicurezza
Pestata a sangue a 84 anni per lo scippo Rapinatore incastrato dall’anello
Arrestato un quarantaduenne: era stato subito individuato dai carabinieri. Ora è rinchiuso nel carcere di via Saffi
Indossava un anello “brillante”, il giorno in cui si è presentato di fronte a una donna di 84 anni facendosi scambiare per la morte stessa: ha picchiato l’anziana, dopo averla fatta cadere per portarle la borsa con seicento euro e un telefono cellulare. Lo stesso anello che indossava quando i carabinieri, la sera stessa, si sono presentati nella casa del Poggio dove vive con la madre. Era martedì scorso: i militari lo hanno denunciato per quello scippo che si è trasformato in una rapina, tanta è stata la violenza scaricata addosso all’anziana che è ancora all’ospedale con tre vertebre fratturate e con dolori che non passeranno più. Venerdì sera i militari della compagnia di Grosseto sono tornati di nuovo al Poggio di Roselle, questa volta con un’ordinanza di custodia cautelare in mano firmata dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna su richiesta del sostituto procuratore Salvatore Ferraro. Per Antonio Nocera, 42 anni, originario di Caserta ma da anni residente a Grosseto, si sono aperte (di nuovo) le porte del carcere. La prima volta che si è trovato in casa i carabinieri della sezione operativa del nucleo radiomobile, il quarantaduenne ha negato di essere stato lui a rapinare l’anziana. Non essendo stato trovato mentre compiva quel crimine odioso, in via Tirso, i carabinieri lo hanno solo potuto denunciare alla Procura. Poi si sono messi subito al lavoro per trovare tutte le prove necessarie da presentare al pm, affinché potesse chiedere al giudice di ordinare l’arresto. Così è stato: l’anziana, dal suo letto d’ospedale, ha raccontato quello che era successo davanti alla sua abitazione e davanti a due testimoni che hanno riconosciuto l’uomo, scappato subito dopo con la sua Mercedes classe A. Sono stati loro a fornire altri dettagli ai carabinieri. «Aiuto, aiuto», ha gridato l’anziana, richiamando l’attenzione delle due persone che si trovavano poco lontano: un uomo ha tentato anche di fermare l’auto sulla quale Nocera era appena salito, senza però riuscirci. Su quell’auto era seduta la madre dell’uomo.
Secondo il giudice, Nocera, difeso dall’avvocato Alessandro Bartolozzi, deve restare in carcere perché è pericoloso. «Ciò si desume - scrive il giudice Marco Mezzaluna - in primo luogo dalla estrema gravità dei fatti, commessi in pieno giorno ai danni di una donna di 84 anni, con una bestiale violenza. Non è tanto l’aver cercato di portare via la borsetta all’anziana, ma aver insistito così brutalmente sbattendola a terra senza pietà pur di portarle via il bottino, non lascia spazio a dubbi sul pericolo di reiterazione del reato». —
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