Il Tirreno

Grosseto

i doni per i volontari  

Il gioielliere Cocchia e i suoi omaggi «Ecco come li ho scelti»

Sara Landi

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GROSSETO. L’iniziativa “Io e Te. Associamo i cuori” non ha fatto centro solo tra i lettori che si sono mobilitati per premiare col voto le associazioni del cuore ma anche tra gli imprenditori che hanno voluto con generosità ampliare il già ricco montepremi messo a disposizione dal main sponsor del gioco, Conad. Menzione d’onore quindi anche per la storica Gioielleria Cocchia di viale Matteotti che mette a disposizione per la festa finale alcuni preziosi (tra gioielli, orologi e cornici) per alcune premiazioni speciali. Per scoprire quali basterà partecipare alla festa in programma domani alle 21 all’hotel Granduca.

Vittorio Cocchia (nella foto), esponente della famiglia che dal 1969 lega il proprio nome al commercio di gioielli, argenteria e perle, all’oreficeria e alle perizie sui preziosi, ha scelto personalmente i premi da destinare all’iniziativa ispirandosi ai valori del volontariato. «Ho deciso di aderire all’iniziativa del Tirreno – dice – scegliendo gioiellini giovani che sono diventati iconici per la loro rappresentazione del cuore che è anche nel logo del gioco o con simboli di fortezza e carità. Ma ho scelto anche orologi touch screen dove il trascorrere del tempo lo percepisci solo se decidi di farlo apparire con il tuo tocco consapevole. In questo caso ho pensato al valore del tempo che i volontari dedicano agli altri, un tempo di dedizione mai sprecato. Sono convinto che il volontariato maremmano sia qualcosa di cui poter andare fieri al pari delle bellezze storico-naturalistiche di questa terra e che il volontariato sia il più efficace contrasto alla deriva individualistica in cui stanno sprofondando le società occidentali che riducono il proprio tempo personale a meri parametri funzionalistici di tipo tecnico-economico». Al volontariato il gioielliere riconosce una funzione importantissima, quella di «costituire una via di coniugazione tra il principio di libertà e il principio di solidarietà in vista del sempre più urgente ritorno a un neo-umanesimo caldeggiato da molti, in primis da Papa Francesco. La storia ci insegna infatti che il singolo uomo egoista si afferma e vince quasi sempre sul singolo uomo altruista mentre le società solidali interrelazionali sopravvivono sempre alle società egoistiche autoreferenziali». Da qui l’auspicio di Vittorio Cocchia: “Riconsegnare la temporalità del nostro agire sociale a un’etica sarà una tra le grandi sfide del futuro. Guardando all’esperienza del volontariato maremmano possiamo dirci già sulla via della vittoria perché per numeri, diffusione e risultati raggiunti si tratta di vanto per tutto il nostro territorio».

Sara Landi

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