Sicurezza
Fare del bene diventa virale: chi riceve poi restituisce
“Io e Te. Associamo i cuori”. Non poteva essere scelto un titolo migliore al gioco ideato dal Tirreno con un cospicuo montepremi messo in palio da Conad. Perché mi piace il titolo? Perché mette in correlazioni due parti: chi fa del bene e chi lo riceve creando un feedback che è utile esportare in ogni campo della nostra vita quotidiana.
Alzi la mano chi non ha avuto bisogno almeno una volta nella vita delle associazioni che operano nel campo del volontariato. Oltre a alzare la mano, ognuno di noi è andato a pescare nella memoria quella volta in cui non ce l’avrebbe fatta senza il loro fondamentale aiuto. Non importa se quel momento è lontano nel tempo o è avvenuto recentemente: sappiamo benissimo che è avvenuto e ci ha indotto, a nostra volta, a fare del bene. Nell’era dei social si direbbe che il comportamento di solidarietà è virale: chi riceve del bene è portato per un istinto naturale a rendere quel bene alla collettività. Pensiamo a come il bene possa propagarsi regalando il bene agli altri: è questo il concetto che esprime benissimo il titolo “Io e te. Associamo i cuori”. Quando si dona la solidarietà non si è mai soli, fra le parti si instaura quel clima di complicità per cui in un attimo chi ti sta aiutando instaura un feeling forte e solido con chi sta ricevendo l’aiuto, e costui, a sua volta, percepisce un’energia che dona forza e fiducia. È questa l’energia positiva di cui ha bisogno la nostra società, che scalda i cuori e ci fa vivere meglio.
Non è importante il settore dove si opera, è importante farlo, perché aiutare gli altri fa bene a chi riceve il sostegno e a chi lo compie, perché non ho mai visto un volontario senza il sorriso o svuotato di energie: un volontario avrà sempre la forza che gli regala il ruolo che assolve in maniera coordinata con l’associazione che rappresenta. Il mondo in cui viviamo, ha bisogno di tali energie e sorrisi, che non sono espressioni di circostanza ma sono l’essenza di chi svolge tale delicato ruolo.
Qualche settimana fa sono stato coinvolto in un terribile incidente automobilistico; l’arrivo dei soccorsi mi ha permesso di constatare la loro professionalità ma ciò che conserverò per sempre nel cuore è stata la loro rassicurante umanità. È questo l’aspetto caratterizzante di chi sceglie di mettersi al servizio delle associazioni di volontariato, in questo campo non esistono maschere di facciata, esistono cuori umani che si scaldano per aiutare chi è in difficoltà.
Grazie per esistere, grazie per esserci, grazie per la vostra testimonianza, grazie per il bene che fate al genere umano che ha assoluto bisogno di tali gesti d’amore incondizionato. Il grande Lucio Battisti avrebbe intonato: “Tu chiamala, se vuoi, umanità”. – © RIPRODUZIONE RISERVATA
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