Attenzione
Aggredita con un bastone? I dubbi sulla morte di Alda
La frattura della vertebra potrebbe essere stata causata da un colpo forte Il telefono, tra il 21 e il 27 dicembre 2017, aveva agganciato celle lontane dal paese
. Nei giorni scorsi i legali dell’ex genero e delle nipoti (minorenni) di Alda Albini hanno presentato al pm Salvatore Ferraro la richiesta di riapertura delle indagini sulla morte dell’anziana donna, avvenuta presumibilmente il 21 dicembre del 2017.
Il caso di Alda Albini è stato di nuovo trattato nel corso dell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”.
Un servizio di oltre 13 minuti, firmato dalla giornalista d’inchiesta Claudia Aldi, in cui si ripercorrono tutte le tappe della vicenda. La Aldi, grossetana, che a Roccatederighi è venuta diverse volte per parlare con amici, conoscenti e inquirenti, ha raccolto nell’ultimo anno una miriade di dettagli sul vissuto di Alda.
«Da qualunque parte si guardi questa storia – spiega la giornalista – sembra che ci sia sempre qualcosa che non torna: la posizione del corpo, la borsa, il cellulare. Una miriade di elementi, testimonianze, perizie, che non si allineano mai».
Alda Albini scompare da casa nella notte tra il 20 e il 21 dicembre di due anni fa. Nessuno, però, la cerca per oltre due settimane, finché – trascorse le vacanze natalizie – le vicine di case si preoccupano e presentano denuncia ai carabinieri di Roccatederighi. È l’8 gennaio 2018. Partono le ricerche. Arrivano anche i cani molecolari, ma di lei in paese non pare esservi traccia.
Il ritrovamento del corpo viene compiuto casualmente da tre bambini. Mentre giocano a fare gli esploratori si imbattono nel cadavere. Il corpo sembra quasi adagiato sul letto di un piccolo torrente, in un luogo che per Alda Albini sarebbe stato impossibile raggiungere. Dall’autopsia emerge un trauma cervicale e nel corso delle indagini difensive il medico legale parla espressamente di “compatibilità con un evento omicidiario”.
«Per entrare nello specifico – spiega l’avvocato Paolo Florio – la frattura della vertebra C6 potrebbe essere stata provocata da una botta ricevuta alle spalle, con un grosso bastone». Tanto più che sul corpo non si riscontrano altre ecchimosi.
Sul cadavere della donna viene ritrovata invece una sciarpa, ancora avvolta al collo, ma non gli slip, non la gonna. Il suo cellulare, quando lei sarebbe già morta, aggancia celle molto distanti dal luogo in cui viene poi ritrovata la borsa.
I consulenti informatici confermano ai legali che il cellulare di Alda (e quindi la sua borsa) non potevano essere a Roccatederighi tra il 21 e il 27 dicembre. Insomma, una miriade di perplessità, congetture, ipotesi. Oltre a questi elementi ve ne sarebbero anche altri, non secondari, sempre legati alla telefonia, che proprio non quadrano e che sono stati inseriti nell’istanza di riapertura delle indagini. “Chi l’ha visto?”, a gennaio, tornerà a parlare di Alda. C’è ancora una montagna di domande senza risposta sulla fine di Alda Albini. Domande che gli investigatori e i familiari della donna non smetteranno di porsi fino a quando non avranno tutte le risposte.—
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