Il Tirreno

Grosseto

«Mio padre avrebbe riso di questo scambio»

Giulia Sili
Una recente immagine di Riccardo Nobili, commercialista e professore di ragioneria
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Una recente immagine di Riccardo Nobili, commercialista e professore di ragioneria

Il lutto e le scuse: la foto pubblicata sul giornale non era quella del professor Riccardo Nobili ma, per un nostro errore, proveniva da una scena di “Amici Miei”

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FOLLONICA. «Mio padre avrebbe riso di fronte a questo scambio di identità» dice Giorgio, figlio di Riccardo Nobili, il noto commercialista follonichese e insegnante di ragioneria scomparso martedì sera. In tanti si sono accorti dell’errore: nell’articolo pubblicato ieri sul Tirreno, dove si dava notizia della morte di Nobili, è stata inserita una foto sbagliata. L’immagine, una vecchia foto in bianco e nero, proveniva da Facebook e persone amiche e vicine a Nobili hanno confermato che si trattasse proprio dell’amico scomparso. Purtroppo però non era così: si trattava di una fotografia di Renato Cecchetto proveniente dal film di Mario Monicelli “Amici Miei atto II” del 1982.

Nessuno purtroppo nella lunga filiera di passaggi di quella immagine dalla bacheca Facebook fino alla sua pubblicazione sul giornale, l’ha associata all’immagine del film. Il Tirreno si è scusato con la famiglia per il grave errore commesso e i figli di Nobili, con grandissima gentilezza, pur nel dolore della scomparsa, hanno assicurato di non essersi sentiti offesi e che il loro babbo di tutto questo sarebbe stato divertito: «Abbiamo pensato che fosse l’ultimo scherzo che, indirettamente, ci ha voluto fare», ha detto la figlia Elena.

Ieri tantissimi hanno voluto salutare per l’ultima volta Riccardo, che era stato presidente del Rotary nell’annata 1979-1980: amici, ex studenti, dipendenti e familiari che hanno riempito la chiesa di San Leopoldo in una mattina di pioggia. «Follonica che a suo tempo accolse i genitori di Riccardo che dalla Garfagnana approdarono nel Golfo – ha detto un’amica di famiglia durante la messa – oggi è orgogliosa di rendere omaggio a questo grande uomo che ha arricchito la sua comunità, mediante il prezioso esempio lasciato ad eterno ricordo. Riccardo è stato un professionista, un insegnante, un lavoratore instancabile ma soprattutto ha affrontato ogni difficoltà, così come ogni sfida quotidiana, sempre col sorriso sulle labbra. In questi giorni in cui grandi e piccini, in gran numero, sono venuti a rendergli omaggio per l’ultima volta nel suo cammino terreno, nel momento più alto della vita che si trasforma, quando il ricordo diventa parola, ciò che rimane impresso è che tutti, nessuno escluso, hanno ricordato la sua ironia, la sua propensione a sdrammatizzare, la sua attitudine a raccontare barzellette».

«Siamo convinti – ha continuato l’amica – che il regalo più grande che la vita gli ha riservato è la sua bellissima famiglia, una moglie altrettanto stimata e rispettata, due splendidi figli oltre che apprezzati professionisti. Elena affidabile, elegante e raffinata e Giorgio che ha saputo raccogliere i frutti della professione nella strada tracciata dal padre, ereditandone non solo lo studio, ma anche il proverbiale buon umore. Ma la vera luce dei suoi occhi, unitamente al suo orgoglio di nonno, rispondono al nome di Filippo e Margherita, i suoi adorati nipoti, che ha amato immensamente ed incondizionatamente». E il bel messaggio si è concluso così: «Raccogliamo questa eredità che ci lascia e cerchiamo di vivere come lui avrebbe voluto: nella serenità e nel sorriso».

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