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Campiano cambia volto grazie a dieci imprese

Enrico Pizzi
Campiano cambia volto grazie a dieci imprese

L’ex area mineraria è stata acquisita da una cordata che creerà a regime almeno 200 posti di lavoro in vari settori dell’industria

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montieri. È un territorio periferico, per secoli ha vissuto di industria metallurgica, fino al 1994, quando la miniera di pirite più grande d’Europa, Campiano, fu chiusa. «Montieri – ricorda il sindaco Nicola Verruzzi – per decenni e per secoli ha fatto industria metallurgica e alla metà degli anni 90 questa fase si chiude e non si immagina una riconversione, non si immagina un secondo tempo di una partita che nel ’94 sembrava essersi fermata ai primi 45 minuti».

Verruzzi quella partita l’ha riaperta con un’operazione di marketing territoriale che ha portato una cordata di dieci imprese ad acquistare, all’asta, l’area ex mineraria reduce da un precedente tentativo di riconversione andato fallito. Il 13 dicembre scorso questa prima fase si è completata, dopo quasi cinque anni di lavoro.

Il percorso, infatti, inizia nel giugno del 2015, quando Verruzzi si è appena insediato come sindaco di Montieri. Un incontro milanese con Antonio Martini, esperto di marketing e di consulenza aziendale, originario del territorio, e con l’imprenditore montierino Andrea Montomoli, dà il La all’operazione. «Qualcuno – sottolinea il sindaco – ci prendeva per pazzi quando si pensava di rilanciare l’industria e l’artigianato nel Comune di Montieri, invece Martini ha iniziato a fare scouting, immaginando un pool di aziende che avessero le caratteristiche per potersi insediare nel territorio. Noi – spiega Verruzzi – non siamo andati a vendere l’aria buona, ma a dire che questo territorio, tra molti deficit, ha anche potenzialità che, probabilmente, in Italia, molti territori non hanno». Potenzialità che, evidentemente, sono state colte dagli imprenditori che hanno scelto di investire, primo fra tutti il capocordata, Simone Cornali, di Somain Italia, azienda leader specializzata nella sicurezza nel lavoro in quota, negli spazi confinati. «Ci abbiamo lavorato – ricorda il sindaco – siamo arrivati in fondo a una questione spinosa, con momenti non particolarmente felici di tentate riconversioni, seguite da procedimenti giudiziari. L’asta giudiziaria, che parte nel 2010, va deserta fino a luglio del 2019 quando questa cordata versa la cauzione. Lì finisce la prima fase. Da luglio ne inizia un’altra, con tantissimi ostacoli, che ci ha portato al 13 dicembre con il versamento del saldo». Ad accompagnare questo percorso anche una banca del territorio, la Cassa di Risparmio di Volterra che ha analizzato e aziende e ha supportato l’operazione. Quasi 1,2 milioni di euro per acquistare l’area e dal 2020 inizieranno gli investimenti per andare a regime nel 2021. «Si pensa – spiega Martini – di arrivare a 200 posti con competenze che verranno ricercate nei territori». «A distanza di quasi 25 anni – conclude Verruzzi – possiamo dire che quel secondo tempo che non si è giocato nel 1995 cominciamo a giocarlo nel 2020».— Enrico Pizzi

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