Il Tirreno

Grosseto

W il presepe. Anzi no, non si può imporre Le reazioni dei lettori all’obbligo a scuola

francesca Ferri
W il presepe. Anzi no, non si può imporre Le reazioni dei lettori all’obbligo a scuola

Lunedì a Grosseto è stata approvata una mozione che impone agli istituti comunali, e al Municipio, di allestire la Natività La notizia ha suscitato una valanga di reazioni sulla pagina Facebook del Tirreno e sollevato molte questioni. Eccone alcune

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il dibattito

francesca Ferri

Lunedì il consiglio comunale di Grosseto ha reso obbligatorio il presepe nelle scuole comunali e in municipio. La notizia, riportata sulla pagina Facebook del Tirreno, ha suscitato una valanga di commenti. Ne riportiamo un campione che tocca ogni argomento trattato dai lettori.



scuola e laicità

Obbligo? E chi è il sindaco per ordinare di fare una cosa cattolica nella scuola che è assolutamente laica da sempre. In tutte le scuole materne e primarie se le insegnanti hanno la volontà lo fanno, ma di sicuro non deve essere un obbligo. Non mando i miei figli a scuola per perdere una giornata a montare un presepe; se voglio glielo faccio fare in casa.

Donatella Ferretti



La scuola, mettetevelo bene in testa, è e deve restare laica. I presepi si fanno nelle scuole private. Le religioni sono tante, come cita anche la nostra Costituzione. Quindi nella nostra scuola pubblica deve essere riconosciuta la laicità. Dai luoghi pubblici andrebbero tolti anche i crocifissi.

Elisabetta Wilkens



Sulla Costituzione è scritto chiaramente che l’Italia è uno Stato laico. Imporre un simbolo di fede in un luogo pubblico laico di insegnamento è un atto alquanto poco democratico.

Diego Moriconi



Io in casa mia ce ne ho diversi ma a casa mia, luogo privato. Certamente in un luogo pubblico non andrebbe esposto per rispetto di tutti coloro che sono atei o di altra religione. Perché di altra religione non ci sono solo gli immigrati ma anche italiani bianchi e nello specifico da diverse generazioni grossetani. Come la mettiamo? Si deve aver rispetto del pensiero altrui. Io chiedo: a un italiano bianco e ateo che quindi non condivide le nostre tradizioni, dove lo mandate? Faccio presente che io sono credente e condivido le tradizioni relative al presepe ma a casa mia e nei luoghi di culto. Non si può e non si devono obbligare le scuole, che sono preposte all’educazione, a fare il presepe, perché non esistono solo cristiani, ma atei e altre religioni. Parlo naturalmente di scuole pubbliche e quindi laiche.

Olga Giorgetti



Negli 3, 7 e 8 della Costituzione che sono per la libertà di confessione religiosa, non c’è alcun divieto o freno a esporre i simboli nella nostra città in nessun luogo. Quindi sì ai presepi nei luoghi di culto, nelle case, ma non nei luoghi pubblici e nelle scuole dove si predica l’uguaglianza. Nelle scuole vige l’autonomia scolastica e non credo che un’amministrazione possa agire per imporre la realizzazione dei presepi nelle scuole. Peraltro nelle nostre scuole non mi risulta che ci siano state proteste di nessun tipo contro il presepe.

Simonetta Paris



Lo Stato è laico e la scuola pure, le religioni, tutte, dovrebbero starne fuori. Per le religioni ci sono luoghi adibiti e casa propria.

Deborah Bracciotti



Da credente dico no

Io sono credente e quando sento definire il presepe o il crocifisso una tradizione come se fossero la sagra del pecorino mi montano i nervi. Lo Stato e la scuola sono laiche e così dovrebbero rimanere per la libertà di tutti di credere in qualcosa di diverso o in niente.

Alessandra Volpi



chiese vuote

E poi le chiese sono vuote anche la domenica mattina. Evviva l’ipocrisia e il fumo negli occhi della destra.

Anna Lucca

scuole fatiscenti

A casa mia c’è la tradizione che nel bagno c’è la carta igienica. Sarebbe bene imporre alle scuole di rispettare anche questa, e dare i fondi necessari. Alessandra TZ



Le offre il Comune le statuine? Eliminando quali altri acquisti? I toner delle fotocopiatrici? E i collaboratori scolastici, sempre risicati nelle scuole, devono dedicare ore di servizio al presepe, invece di fare opportuna sorveglianza dei movimenti nei corridoi? Se fosse una iniziativa spontanea gli alunni porterebbero, se vogliono, il materiale occorrente e qualcuno tra docenti e personale ata potrebbe fermarsi di sua volontà ad allestirlo, oltre l’orario di servizio. Ma possono essere obbligati? Non credo. Lo chiedo ai dirigenti scolastici e al ministro.

Elena Pera



Son tutti dei geni. Scuole fatiscenti ma col presepe obbligatorio.

Nadia Pesetti



Sarebbe meglio l’obbligo di carta igienica.

Laura Dal Porto



Da quando il sindaco si occupa di queste cose? Ma, se ha a cuore le scuole del suo comune, mi permetto di segnalare che quando piove, nel giardino della scuola primaria Toti di via Monte Bianco, si forma un acquitrino. La direzione scolastica riferisce essere di competenza del Comune.

Melandri Barbara

Autonomia scolastica

Ma la libertà d’insegnamento dove va a finire? Se non è una limitazione della libertà d’insegnamento obbligare, da parte di un sindaco, una scuola a fare il Presepe, non so cosa lo sia! Chi deve decidere se fare o meno il Presepe è il collegio dei docenti, non il sindaco!

Lara Chiti



Ha obbligato la scuola in quanto edificio? Perché la vedo dura se nessuno si offre obbligare un dipendente statale a fare qualcosa che non rientra nelle sue mansioni.

Stefano Gaffi

Qualità della vita a picco

Cosa ci si inventa per non commentare Grosseto all’ultimo posto nella classifica delle città toscane dove si vive meglio (Sole 24 ore).

Francesco Campacavallo



Grosseto agli ultimi posti come qualità della vita, scuole dove mancano insegnanti e materiale didattico e ’sti fenomeni pensano al presepe, in una istituzione laica per di più.

Marco Mazzei



Ma che male c’è?

Ma che male c’è fare il presepe? Che male fa e a chi la raffigurazione suggestiva della nascita di Gesù Cristo, un momento fra l’altro che determina la linea del tempo sui libri di Storia a.C. e d.C.

Chiara Palma



Un buon Presepe non potrà fare altro che bene a Grosseto.

Carlo Politi



Secondo me fa bene ai bambini fare il presepe tutti insieme in allegria. Quando ero bimba io si faceva insieme alla maestra ed era una giornata bellissima. Riscopriamo le vecchie usanze, abbiamo solo da guadagnarci.

Loretta Steri



W il presepe.

Patrizia Parmigiani

non mi interessa, ma bene

A me del presepe non interessa ma il sindacone ha fatto bene. Bravo, tutta la mia stima.

Alessandro Cristina

è bello, come l’albero

Ricordo che fin da bambino non aspettavo altro che fare il presepe, lo allestivo minuziosamente, forse nemmeno ci credevo tanto, ma era ed è bello avere delle tradizioni, come l’albero Babbo Natale, la Befana.

Fabio Fave

sacro a fini politici

Quest’uso del sacro per fini politici mi disgusta come poche altre cose al mondo. Tra l’altro ricordo a tutti che fino agli anni ’60 questa era una tradizione soprattutto meridionale, mentre al nord c’era l’albero. Il presepe c’era nelle chiese, ma nelle abitazioni private il presepe perlopiù lo facevano al sud. Adesso si sono svegliati tutti come i signori Cupiello! Ipocriti!

Guendalina Guendalice

spirito natalizio

Ma vergogna, avere lo spirito natalizio per disposizione comunale.

Dario Ciulli



E il presepe in piazza?

Carissimo sindaco, il consiglio comunale approva il presepe nelle scuole e sotto gli alberi di Natale posti in piazza Duomo e Rosselli non vi è la minima traccia.

Mauro Rossi



contraddizioni

Volete fare i religiosi e poi non vi sdegnate se muoiono le persone affogate nei barconi!

Fabio Nannipieri



Io non capisco, si tira fuori ciò che di religioso ci fa comodo facendolo rientrare nel calderone delle “tradizioni” e poi, nella vita di tutti i giorni, dei valori morali dettati da chi è rappresentato nel presepe ce ne freghiamo. Mah...

Antonio Sciortino



Tradizioni e italiani

Sono le nostre tradizioni e vanno rispettate. Bravissimo.

Giuseppe Sirico



I presepi vanno fatti, siamo Cristiani e sono le nostre origini. Non dobbiamo dimenticarlo.

Luisa Mantovani



La tradizione va rispettata e a chi non va bene vada a casa sua.

Claudio Geri



Italiani di fedi diverse

Gli stranieri non c’entrano niente. In Italia ci sono persone di religione ebraica, evangelica, ortodossa eccetera, e anche atei. E a loro che presepe facciamo?

Giuliana Cassiani



L’Italia è fatta anche di laici e agnostici. Lo Stato e le leggi sono laiche e tali devono restare. Personalmente non mi turba il presepe o il crocifisso ma non ravviso in questi simboli alcuna funzione. Nel 2020 non ha senso. La religione si segue nelle chiese e nelle proprie coscienze.

Veronica Ossigeno



Io ho sempre fatto l’albero di Natale, non faccio il presepe. Per me la “tradizione” è rispettata. Dunque? Dove dovrei andare?

Smarl Betulla

festa per tutti

Tutti atei, tutti laici, danno noia presepi e crocefissi però Natale, Pasqua eccetera, rossi sul calendario, piacciono a tutti, eh...

Valerio Cecchi

scelta integralista

Probabilmente sbaglio ma forse ho ragione a definire questa scelta integralista, incomprensibile, sciocca e irrituale per una amministrazione comunale. Richiama una visione totalitaria, priva di buon senso e in contrasto con il senso del fare e vivere il presepe che non è una imposizione, e mai è stata una imposizione, ma una possibile libera scelta di milioni di persone. Una comunità è virtuosa solo quando i comportamenti sono liberi e consapevoli ed i suoi rappresentanti istituzionali ne rispettano il pluralismo valoriale.

Loriano Valentini



simbolo di integrazione

Giustissimo. Il presepe è il simbolo massimo dell’integrazione: due palestinesi di religione ebraica circondati dai re Magi, uno nero con collane al collo, che mettono al mondo un bambino con fecondazione eterologa che verrà crocifisso dopo aver predicato la pace e l’accoglienza tra le persone.

Massimiliano Betti



il detto popolare

Per forza non viene nemmeno l’aceto.

Marzia Gori



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