Italia
Nuova predazione all’azienda di Catocci «E il sindaco tace»
grosseto. «Mi sono sparite due pecore e un agnello che stavano pascolando vicino al podere in pieno pomeriggio. Non riesco più a trovare neppure le carcasse. Come al solito scia di sangue nel campo e ciuffi di lana. Adesso basta. Possibile che questa storia non abbia fine?». Il grido di dolore arriva da Beppe Catocci, dell’azienda La Mota, vicinissima a Grosseto, che a distanza di pochi giorni ha subito un altro attacco predatorio a carico del suo gregge.
Dopo una pausa di qualche mese, nelle ultime settimane gli attacchi a La Mota si susseguono con uno stillicidio che «consuma un gregge fiorente – dice Catocci – e a restare vittime degli assalti, sono pecore giovani perché il “lupo” quelle vecchie non le guarda nemmeno. E purtroppo c’è chi, pur di denigrare il nostro lavoro insinua che facciamo finta di avere subito attacchi per farci pagare i risarcimenti. Purtroppo non è così, perché quelle briciole di risarcimento che potremmo chiedere, ci vengono concesse solo se esibiamo le carcasse coi buchi nella gola. Invece a me neanche quello è dato avere; le pecore spariscono anche di giorno come stavolta».
Due pecore e un agnellino sono spariti verso le 16 del pomeriggio di sabato. Stavolta Beppe, a vedere le pecore sbrancate al pascolo e le tracce di sangue lasciate per terra, sull’erba, si è sentito male, ha cominciato a tremare e a non vedere più niente ed è stato portato a letto dai familiari. «Mi sono ripreso il giorno dopo – dice – ma non ho più la forza materiale e morale per sopportare tutto questo». Ora Catocci deve denunciare la scomparsa dei capi ai carabinieri. «Spesso – dice Catocci – i militari mi dicono: “Ma sempre a te capita?”. E a me si stringe il cuore, perché la perdita di pecore in modo continuativo è una sicura scossa in negativo per l’azienda. Eppure nonostante tutto voglio far pascolare il gregge all’aperto. L’erba è buona e le pecore vengono su meglio che se fossero nutrite col fieno dentro la stalla. Questo lo sanno tutti. Il mio latte è di grande qualità, ma se si continua così dovrò chiudere».
Catocci torna a fare appello al sindaco di Grosseto «che è allevatore come me – dice –. Possibile che il lupo da lui non ci arrivi mai? Perché non ci risponde e prende posizione? Perché non dice nulla del fatto che quattro lupi sono stati fotografati dentro Rispescia, che un branco si è divorato tre vitelle al Parco della Maremma? Perché tace di fronte al disastro che noi allevatori stiamo subendo? Perché non ci difende? La sua voce non si sente dal tempo delle elezioni». —
F.B.
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