La protesta
Inps “irraggiungibile”, odissea per denunciare un decesso
Arcidossino deve comunicare la morte della madre per interrompere la pensione. «Sportello aperto solo un giorno e preso d’assalto. E impossibile telefonare»
CASTEL DEL PIANO. «Pronto, Inps Grosseto?». Ma l’Inps non risponde. Stillicidio di servizi nella zona dell’Amiata grossetana nel silenzio assordante di istituzioni, partiti, sindacati, patronati e nonostante le proteste dei cittadini. Disastro è dir poco. E soprattutto per le urgenze, i cittadini devono catapultarsi a Grosseto con dispendio di soldi e di energie.
Fra tutti i servizi recentemente e meno recentemente scippati alla montagna, spicca l’ufficio Inps di Castel del Piano. Fra le tante voci di protesta quotidiana si alza, stavolta, quella di Alfredo Pii, che risiede a Arcidosso e che ha avuto bisogno di contattare l’Inps per un’urgenza.
«Mia madre Aspasia – racconta Pii – è morta sabato 7 dicembre e mercoledì è avvenuta la cremazione. A quel punto io dovevo immediatamente avvertire l’Inps che interrompesse l’erogazione della sua pensione. Comincio, dunque, la trafila, non sapendo quel che mi aspettava, visto che a Castel del Piano c’è un ufficio Inps a cui, pensavo, avrei potuto accedere». Speranza vana.
«Mi reco al punto Inps per vedere gli orari – dice Pii –. L’ufficio è aperto solo il mercoledì dalle 8, 30 alle 12, 30. Un ufficio nel quale parlare di “ressa” è poco, perché la gente, fin dalle 7 di mattina e anche prima è in fila per prendere il numero. Sulla porta un cartello informa che per contattare l’Inps è possibile usufruire di due opzioni: centralino diretto di Grosseto (0564 431111) e numero verde (803164 da fisso e 06 164164 da cellulare). Io dovevo solo comunicare che mia madre era morta e decido di usare il centralino. Alla Asl mi avevano detto che probabilmente la stessa Azienda sanitaria avrebbe fatto la comunicazione. Ma per essere tranquillo, volevo farlo anche io. Telefono dunque al centralino di Grosseto. Provo tantissime volte. Nessuno risponde. A questo punto tento col numero verde. Mi risponde un’operatrice, non da Grosseto ma da “altrove”. Mi spiega che lei non può prendere la mia segnalazione e che per espletare la mia pratica devo recarmi a Grosseto o fare una raccomandata».
Pii, però, non ha la minima intenzione di andare a Grosseto né di fare la raccomandata. «E questo – spiega – perché a Castel del Piano c’è uno sportello e voglio usufruire di quello. Ma purtroppo non ho potuto farlo. Di mercoledì il delirio. È vergognoso mettere il cittadino in uno stato di disagio, obbligarlo ad andare all’alba a fare la fila, rischiare di non essere ricevuto perché ogni volta ci sono decine e decine di persone per smaltire le quali occorrerebbe una settimana. È vergognoso e basta che un ufficio così prezioso per l’Amiata sia aperto 4 ore a settimana».
Alla fine Pii ha deciso di scrivere un’email alla direzione Inps, comunicando il decesso della madre. «Vedremo – dice –. Se arriva la pensione non la riscuoterò, ma resta il gravissimo disservizio che pesa sui cittadini della montagna».
Questo declino dell’Inps casteldelpianese, che pare ormai irreversibile, tanto che girano voci di una sua prossima chiusura, è cominciato dal 2007 e proseguito fino ad oggi. C’è una sola impiegata: gli operatori pensionati non sono stati sostituiti, bloccato il turn over. L’ufficio nacque nel 1980, con un forte impegno anche istituzionale che avvenne quando l’Inps inglobò l’Inam per mantenerne i servizi non sanitari. Una ventina di anni dopo l’ufficio era diventato zonale a servizio di tutta la montagna con una direzione e almeno sei impiegati; oggi in stato comatoso, al cui capezzale c’è il deserto. Intanto, sul caso di Pii, l’Inps tiene a specificare che «da anni non c’è più un centralino a Grosseto e che per contatti diretti con Grosseto è disponibile anche il numero del direttore Carlo Gianni: 0564 431210». —
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