Sicurezza
Il Pd replica alla sindaca «Noi non abbiamo scheletri nell’armadio»
scarlino. L’ultimo consiglio comunale di Scarlino si è chiuso con parole pesanti, pronunciate dalla sindaca Francesca Travison: «La mia giunta e i consiglieri delegati non hanno mai avuto un giorno libero dovendo lavorare assiduamente per risollevare un comune devastato da decenni di malgoverno. Ora è il momento che qualcuno ci dia un sostegno – ha detto Travison – Siamo sicuri che troveremo un sostegno nella Procura di Grosseto e nella Corte dei Conti a cui invieremo tutto ciò che abbiamo trovato e scoperto in questi mesi».
La sottolineatura non è piaciuta all’ex sindaco Marcello Stella, oggi all’opposizione con Scarlino Insieme, e, neanche al Pd locale. «È sconcertante quanto dichiarato dalla sindaca» dice l’ex prima cittadino. Stella ha cercato di fare chiarezza su quanto fatto dall’attuale amministrazione, soprattutto per quanto riguarda il progetto per il Puntone: «Invece di rispondere nel merito la sindaca ha solo sfiorato con tante inesattezze gli argomenti – dice Stella – e ha minacciato il ricorso addirittura alla Procura non concedendo alcun diritto di replica». Ed è proprio il progetto per il Puntone che accende gli animi: «Travison dimostra di conoscere poco quanto accaduto in questi anni – continua Stella – nonostante fosse una consigliera comunale. Voglio ricordare alla sindaca che l’opposizione ha un ruolo politico istituzionale e lo dovrebbe esercitare con il dovuto rispetto e con toni adeguati. Ora governa il Comune e ciò comporta oneri e onori e il rispetto per i rappresentanti dei cittadini compreso per quelli che non sono dalla sua parte politica senza inaccettabili accuse gratuite sull’onestà delle precedenti amministrazioni».
«La Procura – aggiunge il segretario del Pd scarlinese Luca Niccolini – si occupa di illeciti e reati perpetrati nella pubblica amministrazione; la Corte dei Conti si occupa di eventuale danno erariale procurato. Il Pd di Scarlino e i suoi amministratori non hanno né scheletri nell’armadio né timore alcuno di azioni o indagini di questi due organi cui va il nostro rispetto e sostegno». E Niccolini conclude: «Nei pochi mesi di governo di questa amministrazione a trazione leghista (non è certo passata inosservata la sua partecipazione alla cena con Matteo Salvini a Firenze per individuare il candidato alle Regionali) è già la seconda volta che annuncia il ricorso alla magistratura. Noi non ci riconosciamo in questo clima di odio e di intimidazioni e non abbiamo nessun timore del nostro operato recente e remoto». –
G. S.
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