Il dolore
Questa è l’Italia vera, accogliente L’amore per il prossimo è naturale
Fosia Rejem ha raccontato la sua esperienza di rifugiata politica Fuggita dal Ciad in guerra, 28 anni, è arrivata nel 2011 su un barcone
grosseto. Il movimento delle sardine maremmano ha un cuore pitiglianese e femminile. Della città del tufo sono Cinzia Tagliaferri, Emanuela Torresini, Livia Ceccobelli e Agnes Eszenyi. E, tolti quelli di Pasquale Quitadamo e Alberto Celata, in maggioranza al femminile sono stati gli interventi dal palco: Gabriella Capone, Gabriella Rossi e Fosia Rejem.
E proprio quest’ultima ha commosso la folla raccontando la sua storia e le ragioni che l’hanno spinta a essere in piazza.
Ventotto anni, sposata, un bambino di 5, Fosia è – con il marito – una rifugiata politica originaria del Ciad.
«Sono arrivata in Italia nel 2011 – racconta –. Sono qui perché quando ho sentito il movimento delle sardine, da tanto tempo qualcosa che io ho vissuto esce veramente alla luce. L’Italia quella vera, accogliente, quella che mi ha fatto sentire davvero a casa. Quella che mi ha accolto senza chiedermi qual è la mia religione, il colore della mia pelle, quella Italia volontaria. Io ho conosciuto l’amore verso il prossimo, che è qualcosa di naturale; l’odio è qualcosa che creiamo noi».
Dietro il palco, finito il suo intervento, Fosia racconta al Tirreno la sua storia, iniziata in Ciad e segnata dalla guerra fin dalla sua nascita. «Ci dettero 24 ore per evacuare le nostre case – ricorda Fosia – e andammo in Libia, un territorio che era anche del nostro popolo, in origine nomade».
Dalla Libia, con il marito, ra sale su un barcone. «Due notti e tre giorni di inferno – racconta –. A un certo punto comincò a imbarcare acqua. La guardia costiera ci venne a salvare. Dopo varie peregrinazioni, arriva a Orbetello. «Ricordo come fosse ora quando vidi la laguna. Bellissima. Mi ricordava casa mia, Bardai, in Ciad, che significa “Il paradiso terrestre”».
I due coniugi ottengono lo status di rifugiati politici, e con l’aiuto di Uscita di Sicurezza e della Diocesi si rifanno una vita.
Fosia in 6 mesi, studiando privatamente, prende la licenza media, poi in tre anni il diploma professionale. Inizia a lavorare alla Coop. Nel frattempo arriva un bambino. Oggi è iscritta alla facoltà di Scienze politiche di Siena che frequenta al Polo universitario grossetano. Lontano dalla guerra. In un luogo sicuro. — F.F.
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