Il Tirreno

Grosseto

Il desiderio di vincere fabbrica il bisogno

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Il gioco è l’inseguimento di un mito, di una soddisfazione che si raggiunge col brivido della scommessa. Ce lo ha raccontato bene Dostoevskij: l’importante non sono i soldi, quanto la dipendenza dalla ricerca di soddisfazione immediata. Ed è su quello che bisogna agire. La soluzione facile che tutti vogliono, dato il momento complesso in cui viviamo, il bisogno di credere a una possibilità di saltare i problemi, come per i gratta e vinci. In realtà si finisce per indebitarsi e distruggere esistenze.

Il problema è la personalità del giocatore, così sfuggente. Al contrario del tossico o dell’alcolista non si dichiara. Emerge solo quando è troppo tardi. Quando non c è più niente da fare.

C’è chi gioca per il gusto del rischio e chi gioca con la speranza di vivere meglio. Un modo di rispondere alla cieca alla vita, alle richieste della vita. Come nel sognare i numeri del lotto, è il desiderio di vincere che fabbrica il sogno.

Il problema delle ludopatie è ormai uno dei problemi principali anche in città come la nostra. Andrebbe affrontato a scuola, dato che i primi a vederci sono gli adolescenti.

Questo progetto del Coeso è, dunque, dedicato proprio alle giovani generazioni, per allontanarle dalle sale da gioco. E che abbia, dunque, lunga strada e lunga vita. —



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di Redazione web