La protesta
Collassa grande pino dopo il forte vento Nuova ricognizione
L’episodio riaccende i riflettori sul patrimonio arboreo dopo gli ultimi cedimenti: era stato valutato come sano
Si è ripiegato su se stesso senza aver dato prima nessun segno di cedimento: un pino della pineta di Ponente è caduto in seguito al vento fortissimo di venerdì pomeriggio, fortunatamente senza colpire persone o cose. È stata una caduta inaspettata che punta i riflettori, ancora una volta, sul patrimonio arboreo del Comune.
Quella era una pianta che sembrava in salute ma che è letteralmente collassata, probabilmente perché intorno a essa è scomparsa la protezione che in passato era stata data dagli alberi vicini, tagliati durante l’intervento di risistemazione dell’area. «Era in buona salute ma non si appoggiava a nessun pino – dice Pecorini – sono alberi vecchi ma non sono malati, probabilmente però, non avendo appoggio sulla chioma, è caduto. Sono pini che erano stati valutati come sani. Probabilmente è necessario fare un’ulteriore ricognizione con la forestale per capire meglio se ci possono essere pericoli imminenti».
L’episodio del pino si aggiunge a quanto accaduto soltanto poche settimane fa quando un pino è caduto sopra la copertura della pista di pattinaggio. Ma gli episodi si susseguono: a ottobre un pino è caduto sulla strada di fronte alla colonia Marina, vicino alla pineta di Levante e a settembre il caso più eclatante: un pino è caduto in piazza della stazione abbattendosi sopra al passaggio pedonale e dissestando il sottostante marciapiede.
Follonica è in attesa della ditta che si dovrà occupare della manutenzione del servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico urbano, il cui bando è stato pubblicato sulla piattaforma Start a agosto per un importo complessivo di circa 2 milioni e 500mila euro per quattro anni, ma è difficile dire quanto è come i pini di Follonica possono resistere.
La pineta di Ponente ha avuto lo scorso anno un drastico intervento di tagli e ripiantumazioni proprio perché le piante, tutte di età vicina ai 150 anni, erano arrivate al termine del proprio ciclo biologico e avevano iniziato a essere un problema. Nella zona più a nord diverse piante sono state risparmiate, perché ritenute ancora sane, ma private della forza di quelle vicine hanno comunque iniziato a cedere. —
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