Il dolore
Estorsione e droga Condannato a 4 anni
grosseto. Quattro anni e 2 mesi di reclusione per gli episodi di estorsione, sei mesi e 1.200 euro di multa per quanto concerne i reati legati agli stupefacenti (ipotesi lieve), assoluzione perché il fatto non sussiste dalle accuse di stalking, risarcimento delle parti civili con 10mila euro, pagamento delle spese sostenute dalle medesime parti per 4.000 euro, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Questa la condanna per Giuliano Fenici, 35 anni, originario di Roma, imputato davanti al collegio (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Puliatti, Gian Marco De Vincenzi) per episodi che nei primi mesi del 2017 erano poi sfociati con l’arresto, chiesto dalla Procura e ordinato dal gip. Per lui, difeso dall’avvocato Carlo Valle, il pm Anna Pensabene aveva chiesto 7 anni per i soli episodi di estorsione e tentata estorsione ai danni di una cinquantenne e del suo nucleo familiare (costituitosi parte civile con l’avvocato Patrizia Pagano). Le vittime, esasperate, impaurite, avevano chiesto aiuto alla polizia. E in aula, più di un anno fa, avevano ripercorso quei momenti: testimonianze drammatiche. «Io avevo paura di Fenici - aveva detto il figlio della donna - Io ho ancora paura». A Fenici, imputato di estorsione, aveva detto sì quando l’accusato (non presente all’udienza) aveva chiesto di avere 4.000 euro e poi aveva ottenuto un’auto, un vecchia Clio del 1998 non usata dalla famiglia: «Era un acconto sulla cifra che io ritenevo giusto dovergli dare. Io avevo paura. Io avevo detto ad amici, non mi ricordo a chi, che Fenici aveva delle armi». Queste parole avevano provocato una perquisizione da parte della guardia di finanza. «Ma io non sapevo se lui avesse davvero le armi». Il giovane sarebbe stato picchiato due volte dall’imputato. Motivazioni entro 40 giorni. — P.S.
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