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Bomba vicino al fiume, nuova ordinanza: vietato avvicinarsi
Zona interdetta fino al completamento della bonifica Possono accedere solamente artificieri e forze dell’ordine
PAGANICO. La sindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi ha firmato il 12 dicembre una nuova ordinanza che stabilisce che il luogo in cui è stato rinvenuto l’ordigno bellico lo scorso novembre è interdetto al pubblico. L’ordinanza proroga, dunque, i termini fino alla conclusione delle operazioni di bonifica, in un raggio di 1,8 km dal punto di ritrovamento dell’ordigno. Nessuna attività venatoria, nessun tipo di circolazione né veicolare, né pedonale, né fluviale. Divieto anche di permanenza nell’area. La zona interessata è un’area privata ubicata in prossimità dell’imbocco del ponte sull’Ombrone strada provinciale n. 7, direzione Sasso d’Ombrone.
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La sindaca Biondi, richiamate le precedenti ordinanze (30 novembre e 2 dicembre), ribadisce una serie di divieti a seguito di rinvenimento di ordigno bellico, in un’area privata comprendente una ex fabbrica di imbottigliamento di acqua minerale, il cui accesso è ubicato in prossimità dell’imbocco del ponte sull’Ombrone nella provinciale numero 7: possono accedere solo le forze dell’ordine, la squadra artificieri, la Croce rossa, la Protezione civile e la Polizia municipale del Comune di Civitella Paganico.
La zona è stata delimitata con nastro bianco e rosso e apposita segnaletica. È istituito il divieto di navigare con qualunque imbarcazione o altro mezzo idoneo nel tratto interessato dal rinvenimento dell’ordigno bellico fino al termine delle opportune operazioni di bonifica dell’intera area; il divieto a chiunque, di organizzare o svolgere qualunque attività sportiva, ricreativa, sia nel tratto fluviale indicato sia nell’area di sedime dello stesso in cui è giacente l’ordigno bellico fino al termine delle opportune operazione di bonifica dell’intera area».
L’ordinanza, richiamando anche la relazione tecnica del Cmd (Conventional Munition Disposal), del Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, che dopo il sopralluogo del 4 dicembre scorso precisava le distanze di sicurezza, ribadisce il divieto di permanenza nel raggio di un chilometro all’interno dell’area di ritrovamento dell’ordigno bellico. Ricorda anche che la violazione del divieto potrà comportare a carico dei trasgressori, conseguenze penali o amministrative.
L’ordigno fu avvistato da un gruppo di canoisti dell’associazione Terramare Uisp. Non si sa bene, ancora, come la bomba sia arrivata sulla sponda. Secondo Maurizio Zaccherotti di Terramare la bomba non è affiorata dal letto del fiume ma è più probabile che sia stata scalzata dal sottosuolo di qualche campo invaso dalla piena e trascinata dalla corrente fino a dove i canoisti l’hanno rintracciata. —
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