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tecnologia e ingegno  

Scuola, ecco il braccio robotico all’avanguardia

Giovanna Mezzana
Scuola, ecco il braccio robotico all’avanguardia

Grazie all’idea di due insegnanti, è stato acquistato dal Manetti Porciatti: ora gli studenti potranno utilizzarlo per fare pratica

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Può comporre una scritta. Può fare una saldatura. Oppure può montare, smontare o assemblare utensili. E porta a termine una, l’altra o l’altra ancora di queste operazioni, a secondo del software che “monta”. È il braccio meccatronico industriale che da mercoledì, quando il robot è spuntato da sotto un velo rosso, è a disposizione degli allievi del polo tecnologico Manetti Porciatti. Grazie all’idea di due insegnanti di meccanica, automazione e robotica – Fabio Mattioli e Giovanni Balassone – infatti, la scuola l’ha acquistato utilizzando fondi messi a disposizione da un bando. Non solo: per gli studenti non si tratta di un robot-intruso difficile “da maneggiare”, sanno già perfettamente come si usa perché hanno seguito un qualificante corso ad hoc.

che cos’è

Ha tutte le caratteristiche del braccio umano – muscoli, tendini, mano, spalla, gomito – il braccio robotico che è installato in una cella (vedi foto) e “si chiama” Racer 3. È una delle creazioni tecnologiche della torinese (di Grugliasco) Comau, acronimo di Consorzio Macchine Utensili, consorzio-satellite del cosmo Fca, Fiat Chrysler Automobiles; e per avere un’idea di chi stiamo parlando, basta aggiungere che agli esordi nel 1970 «Il consorzio è formato – si legge sul sito web di Comau – dagli stessi ingegneri e dalle imprese di Torino che hanno contribuito alla costruzione dello storico impianto automobilistico Volga in Russia»; da qui una lunga storia di successi imprenditoriali, fino a oggi.

la pratica

Ed è proprio sotto l’egida di Comau che gli studenti del Manetti Porciatti – presenti all’inaugurazione di mercoledì c’erano le classi quinta A e quinta B – hanno svolto il loro “addestramento” per essere in grado di usare il braccio meccatronico. «I ragazzi si sono preparati mediante una piattaforma online – spiega Mattioli – e poi hanno sostenuto una prova finale con gli esaminatori di Comau». Questi studenti oggi hanno in tasca il risultato di un esame certificato dall’azienda e un attestato – per l’uso e la programmazione di un robot antropomorfo – che sul mercato vale perché bracci robotici come Racer 3 sono ampiamente utilizzati nelle aziende metalmeccaniche. Non solo: se avessero svolto il percorso formativo al di fuori della scuola le famiglie avrebbero dovuto sborsare 1. 500– 1. 800 euro; in quanto studenti, hanno invece potuto usufruire di un costo agevolato.

l’investimento

A prezzo di mercato, per avere Racer 3 bisogna mettere sul piatto 33mila euro, ma gli insegnanti si sono attrezzati per trovare l’offerta giusta; il braccio robotico è stato pagato 15mila euro (coperti da fondi di un bando) perché era stato esposto in una fiera. Un po’come le automobili da salone: tecnologica, ingegno, e un pizzico di pragmatismo. –



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