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fonteblanda 

La ricerca si fa “green” Ecco l’azienda che studia l’alternativa alla plastica

Ivana Agostini
La ricerca si fa “green” Ecco l’azienda che studia l’alternativa alla plastica

Il laboratorio di Fonteblanda è uno dei pochi specializzati in Italia: vi lavora un team giovane e altamente qualificato con una forte presenza “rosa”

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Si chiama “Bioscience Research Center”, sorge a Fonteblanda, ed è il laboratorio maremmano dove si studia l’alternativa alla plastica. Si tratta di uno dei pochissimi laboratori d’analisi privati in Italia specializzati nelle microplastiche.

L’azienda, che ha sede nella frazione orbetellana, è stata fondata nel 2013 dalla biologa Monia Renzi, attuale amministratrice. Si tratta di un laboratorio di analisi e consulenze specialistiche sull’inquinamento nei settori ambientale, agroalimentare e della salute. Il tutto affidato a un organico formato da cinque dipendenti (oltre alla titolare), quattro delle quali sono donne, tutti particolarmente qualificati e con età media decisamente bassa, tra i 25 e i 38 anni: Eleonora Grazioli, ricercatrice, Serena Anselmi, tecnica di laboratorio, Francesca Provenza, responsabile di laboratorio, Andrea Broccoli, ricercatore junior e Sara Pignatelli, ricercatrice.

«I nostri clienti – dice Monia Renzi, dipendente del Polo universitario grossetano dal 2002 al 2011 al Centro ricerche di ecologia lagunare a Orbetello e poi ricercatrice all’Università del Salento, prima di fondare BsRC – sono imprese che vogliono capire l’impatto della loro attività sull’ambiente e come ridurlo, oppure certificare l’assenza di microplastiche nel loro prodotto commerciale. In particolare ci occupiamo di quantificare i livelli di microplastiche in tutte le matrici, ambientali, biologiche e alimentari, rilasciando certificati di analisi e suggerendo o mettendo in atto azioni correttive per ridurre eventuali problemi riscontrate».

BsRC è laboratorio accreditato per le analisi ecotossicologiche: chi si rivolge al laboratorio vuole vedere l’impatto delle microplastiche nel prodotto alimentare che commercializza e capire come ridurre tale impatto anche cercando un packaging che sia alternativo alla plastica. Tra i clienti vi sono industrie agroalimentari e di tutta la filiera e altri laboratori di analisi che hanno bisogno di analisi specialistiche, grandi imprese che operano nei settori dell’energia e degli interventi ambientali, enti pubblici e società private. «Uno dei settori su cui siamo molto attivi è quello della gestione dei sedimenti in ambito marino-costiero, dei dragaggi e dei ripascimenti oppure la valutazione degli effetti di sversamenti e incidenti in mare».

Un laboratorio notissimo all’estero tanto che arrivano laureandi da varie parti del mondo. «Per il futuro – continua Monia Renzi – stiamo lavorando per creare un network ben consolidato con strutture pubbliche e private. Facendo rete e offrendo una squadra specializzata e diversificata possiamo fornire un servizio più qualificato e attrattivo per il mercato locale, nazionale e internazionale. Lavoriamo molto con il laboratorio tecnologico Certema e con l’incubatore d’impresa Tls di Siena». Una visione che trova il pieno sostegno di Confindustria Toscana Sud. «Ben venga un’azienda come Bioscience Research Center – dice il responsabile della delegazione di Grosseto, Giovanni Mascagni – che ha il doppio merito di lanciare un messaggio positivo per promuovere il partenariato e la collaborazione tra imprese». —

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