Il Tirreno

Grosseto

SAN GIOVANNI DELLE CONTEE

Rinasce la storica osteria Maccalè: il borgo si riaccende

Fiora Bonelli
La comunità di San Giovanni delle Contee
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La comunità di San Giovanni delle Contee

Frutto dell’entusiasmo della neocooperativa di comunità offrirà piatti della tradizione realizzati con prodotti locali

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SAN GIOVANNI DELLE CONTEE. A San Giovanni delle Contee riapre domani la storica osteria Maccalè grazie all’entusiasmo della neocooperativa di comunità. Il locale, punto di riferimento per gli amanti della cucina tradizionale maremmana e toscana, anni fa chiuse i battenti. Oggi il sogno della riapertura diventa realtà, con un interessante progetto per valorizzare le produzioni locali. La cooperativa di comunità di San Giovanni delle Contee è uno dei 24 progetti che la giunta regionale ha deciso di finanziare a dicembre 2018.

Il nome ha una storia singolare. Proviene dal nomignolo di un abitante, detto Maccalè, storpiatura della cittadina etiope di Macallè, dove Felice andò nei primi anni del ’900.

Intorno alla nuova apertura c’è un gran fermento, anche istituzionale. «Lo spopolamento degli ultimi anni, – racconta Tiziana Peruzzi, presidente della cooperativa – l’inevitabile depauperamento dei servizi essenziali con l’aumento dell’età media della popolazione locale avevano rubato vivacità al nostro borgo». La volontà degli abitanti e la loro capacità di credere nella propria creatività, ha trasformato il sogno in realtà. «Abbiamo colto l’opportunità che la Regione ha dato ai territori più marginali – prosegue Peruzzi – così grazie alla cooperativa di comunità siamo riusciti a creare opportunità di sviluppo per il territorio. Approfitto per ringraziare l’assessore regionale Vittorio Bugli, sostenitore di progetti come il nostro».

L’osteria Maccalè sarà aperta da un gruppo giovane, dinamico, ricco di idee e con un progetto chiaro: riscoprire i piatti tradizionali usando le materie prime che si trovano sul territorio. «La pasta sarà fatta a mano con i grani di aziende che distano meno di un km dall’osteria – dice Peruzzi – Abbiamo seguito corsi per la panificazione per offrire ai clienti il gusto perduto del pane fatto in casa. E riproporremo le ricette conservate nelle madie delle nostre nonne». La cooperativa è uno strumento per la comunità. A breve sarà attivato il servizio “bottega della salute”. In cantiere ci sono altri progetti: ristrutturare l’antico forno del paese per chiudere il cerchio della filiera e aprire un albergo diffuso. Al taglio del nastro ci sarà il sindaco Pierandrea Vanni. Tutta la comunità è invitata a partecipare. —
 

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