La manifestazione
La Maremma e Common: guerra alla plastica in mare
Presentato il progetto coordinato da Legambiente e che vede i lidi del Grossetano tra le aree per studiare nuove tecniche di contrasto
L’idea è quella di unire le forze in modo da trovare strategie congiunte talmente incisive da richiamare l’attenzione degli alti vertici statali e riprenderle anche nelle altre zone del Mediterraneo. Un obiettivo ambizioso quello che sta alla base del progetto Common (Coastal management and monitoring network for tackling marine litter in Mediterranean sea), che vede Legambiente come coordinatore e la Maremma tra le cinque aree pilota in cui studiare nuove tecniche per combattere quello che Angelo Gentili del Circolo Festambiente ha definito «una delle emergenze del nostro secolo»: l’inquinamento in mare.
Il progetto per quel che riguarda i lidi maremmani è stato presentato in Comune a Grosseto, con amministratori del capoluogo e quelli di Castiglione della Pescaia, che rappresentano il tratto in cui Common troverà base per i prossimi tre anni, periodo in cui verranno studiate nuove strategie che chiederanno il contributo di tutti: degli enti pubblici, dei cittadini e di chi sta in mare, come i pescatori.
«Un percorso maturo intrapreso dalla nostra amministrazione che ci permetterà di acquisire nuove conoscenze e competenze da mettere a servizio degli operatori del mare e del turismo e allo stesso tempo proprio da questo confronto reciproco», ha spiegato l’assessore alle Attività Produttive di Grosseto Riccardo Ginanneschi.
È questo il cardine del progetto: unire forze e competenze per arrivare a strategie comuni. «Questo è l’unico modo tangibile – dice la vicesindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi – per affrontare un problema reale non solo ambientale, che sta causando danni alla biodiversità e all’ecosistema, ma che ha ripercussioni sulle attività produttive, dal turismo e della pesca». In termini pratici, il Common si concretizzerà in un percorso partecipativo territoriale che chiamerà al confronto in tavoli di lavoro gli enti locali, gli operatori del mare, del turismo, i centri di recupero tartarughe marine, il mondo della ricerca oltre che a mettere in campo significative azioni di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole. La Maremma sulle politiche green però non è a un punto zero. Anzi. Le varie iniziative che si sono susseguite negli anni lungo la costa hanno permesso di avere anche risultati significativi, culminati con la nidificazione delle tartarughe marine.
E Simona Petrucci, assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto, parlando del progetto, sottolinea proprio questo punto: «Proficue le collaborazioni con il Parco della Maremma, Legambiente e Tartamare sul tema della tutela delle tartarughe Caretta caretta che sono tra le più colpite dagli effetti del marine litter e che quest’anno ci hanno concesso il privilegio di nidificare proprio in una delle nostre spiagge». —
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