Attenzione
Assalto al gregge Morte quattro pecore
Il cane da guardianìa fa il possibile ma resta ferito La rabbia del pastore: «Sono tentato di mollare tutto»
SOVANA. Greggi cancellate da pannelli solari? Grotte di San Vincenzo, nei pressi di Sovana. Un luogo perfetto per le pecore che possono pascolare liberamente e trovare riparo nelle grotte naturali. Invece proprio qui si è consumata l’ennesima strage di ovini.
Ieri mattina pecore al pascolo, cinque cani da guardiania, quattro giovani e un adulto. Il proprietario del gregge, Domenico Serra, ha l’azienda vicino a San Martino sul Fiora, ma porta a pascolare il gregge anche a San Vincenzo, dove «la natura pare fatta apposta per il benessere delle pecore», dice il pastore, uno degli ultimi coraggiosi a praticare il pascolo brado, garanzia di un latte di alta qualità.
Verso le 5,30 si è consumata la strage. Le pecore, attaccate, si sono sbrancate, i quattro cani giovani sono fuggiti, il cane adulto ha combattuto ed è stato ferito duramente. Al termine, quattro pecore morte, di cui alcune completamente divorate, una ferita, molte disperse, che l’allevatore in tarda mattinata non era ancora riuscito a ritrovare.
«Il cane ha fatto la sua parte – racconta Serra – ma non ce l’ha fatta a fronteggiare completamente l’attacco ed è stato azzannato e ferito. Ho perso quattro capi sicuri e altre pecore per adesso non ne trovo. Una è ferita e non so se sopravviverà. Ma il danno incalcolabile è che io devo tenere le mie 140 pecore al chiuso, a paglia e fieno. Spese che potrei risparmiare se potessero pascolare fuori. È il caso di continuare l’allevamento o pensare a riciclarsi? «Magari – dice Serra – nel mondo del fotovoltaico. Ci ho creduto in questo mestiere ma adesso bisogna arrenderci. Rimettiamo la patata bollente nelle mani della la politica. I cani costano tanto, il latte prodotto poco. Io non posso tenere decine di cani con l’azienda sulla strada provinciale, vicino alla Via Clodia. È la politica che deve scegliere fra noi e i lupi. E non ci parlino di fantascientifica coabitazione».
Serra due anni or sono, dopo l’ultima predazione, aveva lanciato una provocazione forte, mettendo a disposizione la sua azienda per una centrale geotermica. E adesso, dalla geotermia passa al fotovoltaico.
«Aziende che trattano il fotovoltaico – spiega – stanno chiedendoci i terreni in affitto. Sono tentato a dire di sì. Ma questa è una zona Sic e non è possibile metterci i pannelli, credo. Allora chiedo ai politici: i lupi non si toccano e le aziende non possono fare il pascolo brado. Affittare la terra non si può, non possiamo chiedere il reddito di cittadinanza perché abbiamo un capitale che però produce debito. In che direzione vuole andare la politica? Anche noi dobbiamo campare». —
F.B.
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