Il Tirreno

Grosseto

«Un notte dormimmo in strada per capire che cosa si provasse»

sara landi
«Un notte dormimmo in strada per capire che cosa si provasse»

Volontari e parroco si misero nei panni di chi vive senza avere niente Dal primo centro di accoglienza ai tanti servizi cresciuti negli anni  

4 MINUTI DI LETTURA





la storia

sara landi

Le Querce di Mamre Onlus è una realtà laica e aconfessionale che aiuta italiani e stranieri di qualunque fede perché guarda alla persona e alla sua condizione di bisogno e con lei cerca di costruire una relazione di aiuto. Le querce di Mamre sono infatti il luogo biblico in cui secondo la Genesi Dio apparve a Abramo: qui dette ospitalità, cibo e ristoro a tre forestieri che si erano presentati alla sua tenda nell’ora più calda del giorno.

A Grosseto l’ospitalità delle Querce di Mamre ha dato come primo frutto la nascita del primo dormitorio pubblico cittadino, ospitato in un locale messo a disposizione dalla parrocchia del Cottolengo. «Ci siamo guardati attorno – ricorda Pietro Mondi – e ci siamo resi conto che non c’era una struttura simile in città. Una notte con un gruppo di volontari e l’allora parroco del Cottolengo don Giovanni Ricciardi dormimmo fuori per capire cosa si prova a stare per strada e da lì la parrocchia mise a disposizione una stanza con servizi igienici in cui abbiamo ricavato un piccolo dormitorio con quattro posti letto». La struttura è ancora attiva ma nel frattempo ha cambiato almeno in parte il suo scopo. «Visto che ora esiste il dormitorio in via De Amicis – spiega Mondi – la struttura del Cottolengo non è più un luogo d’emergenza dove passare solo la notte ma una casa in cui gli ospiti hanno le chiavi e possono entrare e uscire quando vogliono. C’è anche una piccola cucina per essere più autonomi. Ovviamente ci sono delle regole, come occuparsi delle pulizie, e noi come volontari oltre a fare la supervisione aiutiamo le persone che dormono lì a trovare un lavoro e a reinserirsi nella società».

Dalla casa sorta nella parrocchia del Cottolengo sono transitate persone da tutto il mondo a cui è stato offerto un percorso di inserimento sociale e lavorativo in collaborazione con i servizi sociali del Coeso. Oggi c’è chi lavora o fa il servizio civile e può permettersi una casa in affitto e chi si è fatto una famiglia. «Questa ospitalità – dice Mondi – ha riguardato anche tanti migranti usciti dai centri di accoglienza e in possesso del permesso umanitario che si sono ritrovati per strada. Li abbiamo aiutati per la scuola, per i documenti, con il centro per l’impiego e per tutte le pratiche burocratiche».

Un altro servizio molto importante offerto da Querce di Mamre è l’integrazione del servizio dei pasti offerto dalla Caritas diocesana in via Alfieri 11. Le cene del sabato e della domenica e i pasti dei giorni festivi infrasettimanali sono preparati dall’associazione negli stessi locali della Caritas in modo che ci sia continuità per chi ha bisogno di un pasto caldo. «Siamo partiti con la sola preparazione dei panini – dicono i volontari – per passare ai pasti caldi veri e propri. Mediamente abbiamo 35-40 ospiti. Nel 2018 abbiamo preparato 3. 840 pasti e anche in questo anno che si sta chiudendo siamo in linea con questi numeri».

Rientra in questo progetto il cenone di fine anno che viene offerto alle persone indigenti, nei locali della mensa Caritas. «Quest’anno – annuncia Mondi – lo vogliamo proporre in una location diversa ma stiamo studiando l’organizzazione». Le Querce di Mamre si occupa anche di raccolta di generi alimentari deperibili o prossimi alla scadenza che alcuni negozi e aziende donano: in particolare ha stipulato una convenzione con i supermercati Coop sin dal 2010. L’associazione dispone anche di un magazzino ma trattandosi in prevalenza di prodotti freschi come carne, latticini e ortofrutta la raccolta è giornaliera e gli alimenti ricevuti vengono subito distribuiti alle parrocchie (San Giuseppe, Santa Lucia, Addolorata, Cottolengo e Santa Famiglia), all’associazione Anteas o direttamente a famiglie bisognose. Oltre a aiutare chi è nel bisogno viene impedito lo spreco di ottimo cibo: solo per quanto riguarda la carne nel 2018 sono stati raccolti e donati 1. 319 chili di carne e anche la raccolta del 2019 è in linea con 741 chili di carne distribuiti nei primi sei mesi dell’anno. E ovviamente le porte sono sempre aperte per la generosità dei privati, come nel caso dell’azienda che ha donato all’associazione 300 chili di olio. La raccolta alimentare viene fatta inoltre due volte all’anno (maggio e ottobre) nei supermercati: i volontari con la pettorina chiedono un aiuto diretto a chi fa la spesa e quando sono lì già sanno a cosa serviranno i proventi: una parte per le parrocchie, una parte per cucinare i pasti e una parte per i pacchi per chi ha bisogno.

Si è invece concluso nel 2018 dopo un triennio (ma la speranza è di farlo ripartire con nuove risorse) il progetto della casa per donne sole e in difficoltà svolto in collaborazione con il Coeso. Attualmente invece l’associazione ha un contributo economico dal Coeso per gestire per tre mesi fino a fine anno due alloggi in cui viene sperimentato il progetto Housing First: anche in questo caso i destinatari sono persone in condizioni di disagio. Perché l’ospitalità per Querce di Mamre è un valore e una missione. (Nella foto di Bf, da sinistra Cosetta Giardi, Pietro Mondi, Angela Sabatini, Cristina Massini, Benefico Tacconi, Pasquale Prota). –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze