Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Colla sui panni e altri dispetti Condannata per stalking

Pierluigi Sposato

Pena di sei mesi, dovrà anche risarcire con 10mila euro i due vicini di casa Gli episodi contestati risalivano a vari mesi del 2015

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grosseto. Un altro caso di stalking “condominiale” in Tribunale, un’altra condanna. Sei mesi la pena ritenuta equa dal giudice Marco Bilisari per Monica Ciacci, 53 anni, grossetana, querelata più volte dai vicini di casa, una coppia, per episodi avvenuti nel corso del 2015 (ma altri fatti sarebbero avvenuti in precedenza, a partire dal 2013).

L’accusa parlava di insulti; del lancio delle feci dei suoi cani pitbull; del lancio di liquidi e di insetticidi spruzzati; di musica a tutto volume diffusa con un impianto stereo; di foto scattate continuamente con ipad, cellulare e macchina fotografica; con la rimozione di una siepe nella proprietà altrui per l’installazione di un palo destinato a sorreggere una cassetta in metallo per la posta; di minacce pesanti rivolte alla donna («Quando vai fuori stai attenta, perché se ti trovo da sola... Ti ammazzo, ti demolisco tutto, dovete avere paura, siamo in guerra»); di getto di materiale colloso sui panni stesi ad asciugare; di biancheria intima sporca appesa alla persiana della finestra sotto la quale la coppia doveva necessariamente passare per arrivare alla propria abitazione. Un complesso di comportamenti che hanno portato la Procura a configurare l’ipotesi di stalking, al punto che la coppia - che utilizzava l’appartamento in determinati periodi dell’anno - era stata costretta ad allontanarsi quasi definitivamente.

Presentate le querele, i coniugi erano stati sentiti dalla polizia di stato della Procura, cui avevano ulterioremente dettagliato gli episodi, anche spiegando la conformazione dell’edificio. Dispetti pesanti, un insieme di comportamenti che aveva indotto i coniugi a rivolgersi a uno psicologo. Eppure all’inizio la convivenza (anche con il marito di Ciacci, deceduto prima della fine del processo) era stata molto più che amichevole. Poi i rapporti si erano incrinati.

Ieri pomeriggio, nella requisitoria, la viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini ha chiesto la condanna a 1 anno; il pm ha ripercorso gli episodi contestati, dai panni alle feci, passando dalle canzoni sparate a tutto volume, ritenendo evidente l’esistenza di atti persecutori e comunque di comportamenti tali da minare la tranquillità domestica, anche perché i testimoni avevano confermato tutto quanto era stato riferito nelle querele. Ha chiesto la condanna anche l’avvocato Marco Calò, che ha rappresentato i coniugi costituiti parte civile: questi aveva chiesto al giudice un risarcimento complessivo da 50mila euro. Il giudice ha concesso una provvisionale dal 10mila euro complessivi.

L’imputata non era presente. In sua difesa ha parlato l’avvocato Maurizio Forzoni di Siena, che ha evidenziato le criticità delle contestazioni mosse, ritenendo insussistenti gli elementi di accusa. Dopo il deposito delle motivazioni, presenterà appello contro la condanna. — Pierluigi Sposato

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