Il Tirreno

Grosseto

La libreria delle Ragazze L’universo delle donne è qui

Lina Senserini

Un po’ negozio, un po’ circolo culturale, in strada Fanti a Grosseto  un punto di riferimento per letture, incontri, riflessioni e idee 

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il luogo

«Antifascista, è scritto anche sullo statuto, e femminista». Così le donne di Raccontincontri definiscono l’omonima associazione di promozione culturale fondata a giugno 2010, a Grosseto, che tra le altre cose gestisce anche la Libreria delle ragazze, in strada Fanti, nel centro storico.

«Tutto è nato dalla volontà di alcune donne di creare un luogo in cui ritrovarsi, parlare, promuovere cultura al femminile, confrontarsi», racconta Mariella Folchi, presidente dell’associazione che è anche un circolo Arci e conta circa 120 soci.

«Abbiamo trovato un posto in via Pergolesi, che è stata la nostra sede fino a maggio 2019, dove abbiamo iniziato le prime riunioni. È nata così anche l’idea di mettere insieme i nostri libri e creare una biblioteca, successivamente arricchita grazie alla donazione del Centro Donna di Grosseto che ha trasferito qui i propri testi, compresa la saggistica. Il risultato è un’importante e ricca biblioteca di genere, dove per genere si intende “al femminile”, cui si accede e si possono prendere i libri in prestito con la tessera soci, in cui si può anche studiare e fare ricerca».

Dalla biblioteca alla libreria di genere il passo è stato breve. Alcune delle socie sono andate a “studiarne” il funzionamento in una simile a Bologna, quindi hanno dato vita alla Libreria delle ragazze.

«Il termine “ragazze” non è stato casuale – aggiunge Mariella Folchi – perché “donne” ci sembrava troppo serioso. Abbiamo approfittato del fatto che in Maremma si è ragazze finché non si muore, per dare un nome che fosse adatto a tutte le età e desse una dimensione di leggerezza».

La libreria è gestita da una decina di volontarie che fanno i turni e la tengono aperta in orario negozio. Essendo Raccontincontri un’associazione non profit, infatti, può esercitare un’attività commerciale purché il reddito non superi il 50 per cento delle entrate associative.

«Molti dei libri che abbiamo qui – spiega Folchi – non si trovano facilmente in giro, ci teniamo ad avere testi che consideriamo di una certa rilevanza per una libreria di genere, con un catalogo ampio anche nelle novità e con la possibilità di ordinare i libri rapidamente. Non essendo “obbligati” a seguire il mercato, riusciamo inoltre a valorizzare molte scrittrici bravissime, dando contemporaneamente spazio alle autrici del territorio, presentando i loro libri in diverse iniziative nel corso dell’anno».

Raccontincontri tuttavia, non è solo questo. È un’associazione vulcanica che collabora con altre istituzioni culturali del territorio, vedi l’Isgrec, che organizza corsi, serate a tema, convegni su argomenti di attualità, dall’economia, all’ambiente, alla legge 194, con la capacità di passare da una serata con la giornalista Francesca Mannocchi a discutere di quello che succede nel Mediterraneo, a parlare di come si fanno gli gnocchi la settimana dopo. Insomma, cose serie e meno serie, ma tutte legate alle mille sfaccettature dell’universo femminile.

Uno dei progetti più importanti di Raccontincontri, infine, è la costituzione di una rete delle varie associazioni femminili di Grosseto che possono trovare nella sede di strada Fanti un punto di riferimento. Qui, ad esempio, nel drammatico periodo della crisi della Mabro, si riunivano le lavoratrici dell’azienda che non avevano un altro luogo in cui ritrovarsi.

E intanto i programmi vanno avanti e le iniziative si moltiplicano: il 13 dicembre alle 18 si presentano i libri Non essere ridicola di Brunella Schisa e Zero Gradi di Roberta Colombo, le prime due edizioni della collana Terzo tempo, ideata da Lidia Ravera. —

Lina Senserini

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