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Quelle divise e il valore morale di chi le indossa per scelta

Quelle divise e il valore morale di chi le indossa per scelta

La presidentessa Marcella D’Ascoli conta su un nutrito team Tanti gli eventi, anche sportivi e sociali, in cui il sodalizio è presente 

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la storia

Si scrive Humanitas e si legge “aiuto e sostegno agli altri”. Gli altri sono i bisognosi, chi ha necessità di essere soccorso, aiutato. L’origine del termine “humanitas” sta a significare che “tutti gli uomini appartengono al genere umano ma alcuni sono più umani degli altri”, come cita un’espressione che ne interpreta il senso e l’esistenza.

Humanitas è dunque un merito, non un dono, lo spirito che viene incarnato da chi indossa quella divisa fatta di sacrifici, orari disparati, spesso stancanti e sfiancanti ma anche di contatti umani, imprese, salvataggi, virtù per lo più lasciate solo a chi vuole affrontare quella che è considerata come una missione verso il cittadino che ha bisogno di aiuto spesso immediato, tempestivo.

Questa è la missione da raggiungere per chi entra a far parte di Humanitas Roselle Istia Batignano Onlus, associazione di volontariato sociale operante su tutta la Maremma nonostante che sia riferita, solo per la nomenclatura, alle tre frazioni comunali.

Dipendenti e volontari formano un gruppo omogeneo, unito dallo stesso spirito, quello del soccorso e vivono la quotidianità della onlus che inizia ogni giorno dalla sede di via Smeraldo.

La persona che ha la responsabilità ma anche il piacere di coordinare l’associazione è Marcella D’Ascoli, presidente da alcuni anni e in grado di gestire un compito difficile ma allo stesso tempo formativo e bello, che ti lascia un segno per tutta la vita. «I servizi sociali vengono prestati sul territorio provinciale – dice – e sono di emergenza e urgenza, di mobilità e i trasferimenti dei pazienti non deambulanti e in difficoltà li effettuiamo in alternanza, una settimana per uno, con Crocerossa e Misericordia, le altre due associazioni di settore presenti sul territorio che insieme a noi operano nel sociale».

E poi ci sono i mezzi di trasporto per espletare i servizi: per arrivare a ottenerli lo sforzo economico è stato notevole e la volontà di essere sempre presenti sul posto ha giocato un ruolo importanti tanto che oggi il parco vetture conta dieci ambulanze con personale preparato ad ogni intervento. Ma l’attività della onlus non si ferma certamente alla mobilità.

«Ci stiamo occupando anche di donazione del sangue come associazione che fa parte di Anpas. Da noi – continua la presidente – funziona come nel caso di Avis e Fratres. Le prenotazioni vengono gestite dalla segreteria, vengono compilati dei moduli con le schede personali ed i prelievi sono effettuati da infermieri specializzati in assoluta sicurezza».

Marcella non è da sola: si avvale di un nutrito e affiatato staff di sei dipendenti e di un comitato direttivo di sette persone, senza dimenticare i soci sparsi in provincia, ben 1200. Un numero considerevole che è in crescita, anche grazie alle opportunità che Humanitas ha di farsi conoscere all’esterno, come la partecipazione sempre più attiva a eventi e manifestazioni presenti sul territorio. Marcella ci racconta la sua esperienza che parte da un fatto personale: dopo, per lei, è cambiata la vita realizzando un obiettivo che è quello di stare in mezzo alla gente. «Sono un tipo pauroso, temevo perfino la puntura di un ago – continua – solo quattro anni fa, mossa da un grave lutto che aveva colpito la mia famiglia, ho deciso di intraprendere questa strada e fare un corso da primo soccorso. Da quel momento ho visto quel mondo sotto un aspetto diverso, più reale, umano e positivo». Il resto è stato semplice: le divise Anpas, il valore morale che deve avere chi le indossa, il contatto con i pazienti: tutto questo presto è stato assorbito e successivamente trasmesso a volontari e dipendenti che ne incarnano perfettamente il ruolo ed il senso.

«Da tempo volevo fare del volontariato – aggiunge Marcella – e quando impari a conoscere le tecniche per disostruire o quelle per rianimare, devo dire che la paura ti passa proprio perché non hai il tempo per rifletterci ma a quel punto entra in gioco solo la tua capacità tecnica ed umana verso il paziente bisognoso».

Queste caratteristiche le possiede chi ogni anno chiede di partecipare ai corsi di formazione. «Sono operatrice come gli altri qui dentro – dice – faccio il turno che mi spetta». Si tratta di turni da tutte le ore, mattina, pomeriggio, sera e notte, con un coordinatore che gestisce sia volontari che dipendenti. «C’è una sostanziale differenza, perché ai volontari chiediamo la disponibilità ad essere sul posto, con loro gestiamo e decidiamo gli orari. Si tratta di persone che svolgono questo compito in alternativa al lavoro come giovani o pensionati».

Tanti anche gli eventi, sportivi e sociali, in cui Humanitas è presente e che servono da supporto alla conoscenza dei compiti associativi. «Di recente – sottolinea Marcella – abbiamo preso parte ad una simulazione di disostruzione all’aeroporto militare e spesso siamo chiamati a fare altre dimostrazioni fondamentali che possono davvero essere determinanti per tutti nel salvare una vita». —

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