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Forno crematorio, via libera In funzione da inizio estate

Gabriele Baldanzi
Forno crematorio, via libera In funzione da inizio estate

La giunta approva variante per spostarlo fuori dal cimitero monumentale e superare il diniego della Soprintendenza. Costo 2,8 milioni di euro

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. La giunta Vivarelli Colonna ha deliberato con voto unanime, il 4 dicembre, variante e nuovo percorso per realizzare e gestire il tempio crematorio cittadino, atteso da anni. Già nella prossima estate – e la conferma arriva dall’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale – la provincia di Grosseto potrà contare su questa struttura, diventata indispensabile per la crescente richiesta di cremazioni.

L’impianto è già in costruzione nell’area di Sterpeto. Il 1° luglio di quest’anno la Soprintendenza archeologica aveva espresso parere contrario sugli aspetti paesaggistici, ma in successivi sopralluoghi e incontri tra il dirigente dei lavori pubblici del Comune, Marco De Bianchi, i vertici della società Sistema e i tecnici della società Tempio crematorio Grosseto, la problematica era stata superata grazie a una modifica planimetrica, realizzando il tempio non più all’interno del cimitero monumentale, ma in un’area esterna alla fascia di vincolo, destinata all’inizio a edificare altri loculi.

I lavori hanno subito dei rallentamenti a causa del maltempo. Per la consegna e l’accensione del forno si parla della primavera/estate 2020.

Capitolo a parte l’aggravio di costi (circa 40mila euro) per l’impuntatura della Soprintendenza. Il raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la concessione (capofila la società Altair, leader in Italia per impianti di questo tipo; le altre sono Edilver e Schena Arte Marmo) conclusi i lavori avvierà la messa in esercizio. Tra questi due step si inserisce il rilascio dell’Aua, l’autorizzazione unica ambientale, che dovrà fornire le prescrizioni per le emissioni in atmosfera del forno.

Il tempio crematorio costerà circa 2,8 milioni di euro e sarà dotato di tecnologie di ultima generazione. Si sviluppa su due piani, su una superficie di oltre 500 metri quadrati. Fuori, il giardino della memoria nel quale disperdere le ceneri. Al piano superiore è prevista una sala di 200 metri quadrati per accomiatarsi dal defunto. Il forno, al primo piano, avrà una capacità massima di servizio di 3mila cremazioni all’anno, seppure il volume di lavoro offerto dal comprensorio grossetano sia più ridotto.

Ma in questo caso non si ragiona solo di economie. L’investimento permetterà ai parenti dei defunti di interrompere i viaggi del dolore a Livorno per le cremazioni dei propri cari.

È stato un iter lungo quello che ha preceduto quest’ultima delibera, con la quale il Comune chiude definitivamente il progetto, cominciato con l’approvazione di un preliminare nel 2015. La procedura a evidenza pubblica, bandita dal Comune per il project financing, prevede una concessione trentennale per la gestione del servizio. Per il funzionamento del forno sono previste alcune assunzioni.

L’importo complessivo stimato della concessione – compresa la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del servizio – ammonta a circa 26 milioni di euro, 23 dei quali – è la stima dell’amministrazione e delle società che hanno partecipato al project financing – sono i ricavi stimati che potranno derivare dalla gestione del servizio. La società che prenderà in gestione l’impianto verserà al Comune, ogni anno, una royalty pari al 4% del fatturato derivante dalle operazioni di cremazione. —

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