Il Tirreno

Grosseto

Scontrino elettronico, arriva la rivoluzione Dal 1° gennaio scattano i nuovi obblighi

Francesca Ferri
Scontrino elettronico, arriva la rivoluzione Dal 1° gennaio scattano i nuovi obblighi

Dai bar ai negozi, dagli artigiani ai parrucchieri, a fine giornata tutti dovranno inviare i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate

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Il tempo è scaduto: dal 1° gennaio 2020 tutte le attività commerciali e artigianali dovranno trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, quotidianamente, i corrispettivi giornalieri. Vanno in pensione i blocchetti con le ricevute da scrivere a mano, entrano in uso nuovi contatori di cassa dotati di collegamento a Internet, e gli scontrini, così come li conosciamo, si “evolvono”, diventando anche elettronici. In questo modo a fine giornata tutte le “battute” – cioè tutte le volte che sulla cassa si batte uno scontrino – vengono inviate alle Entrate.

Il seminario Ascom

Ieri nell’aula magna dell’istituto Fossombroni Ascom Confcommercio ha organizzato un seminario per i propri associati, invitando a parlare il professor Tullio Zanin, responsabile del reparto editoria fiscale della società Seac di Trento, che è partner tecnologico di Ascom Confcommercio. Perché a meno di quattro settimane dalla scadenza, i dubbi e i nodi da sciogliere sono ancora molti.

Una rivoluzione

«L’Agenzia delle Entrate – spiega Zanin – sta mettendo insieme sistemi per digitalizzare il Paese. È una rivoluzione iniziata lo scorso gennaio con la fatturazione elettronica». La trasmissione telematica dei corrispettivi è il secondo passo per controllare meglio il flusso di informazioni utili ai riscontri.

Cosa cambia

«Finora – spiega Zanin – il registratore di cassa memorizzava ogni scontrino col suo importo. Poi venivano annotati nel registro dei corrispettivi. Se l’Agenzia delle Entrate voleva fare un controllo, chiedeva i dati memorizzati. Con la trasmissione telematica, invece, il registratore di cassa è collegato a Internet e genera un file xml dei corrispettivi che è d’obbligo inviare via Internet alle Entrate a fine giornata».

Per chi cambia

Per l’acquirente non cambia nulla; continuerà ad avere il suo scontrino stampato. Per chi vende, invece, la novità è di enorme portata. Quegli stessi scontrini, in formato elettronico, finiranno dritti, e subito, alle Entrate. L’obbligo è già scattato dal 1° luglio per importi superiori a 400mila euro. Da gennaio si estende a tutti gli importi, anche un caffè al bar. E non solo. Se finora alcune categorie erano escluse dall’obbligo di dotarsi di un registratore di cassa, come ad esempio gli artigiani, i parrucchieri, gli estetisti (bastavano le ricevute, anche scritte a mano), dal 1° gennaio anche loro dovranno averlo. E così hotel, ristoranti, ambulanti. E dovrà essere un RT, registratore telematico, cioè di nuova generazione. Chi non ce l’ha se lo deve comprare (articolo in basso). Idem per la connessione internet. E sono tanti, ancora, coloro che ne sono sprovvisti.

Controlli più facili

«Dal punto di vista fiscale non cambia niente – dice Zanin –. Se il commerciante non batte lo scontrino evade comunque. Ma se schivare un paletto, per un evasore, è facile, schivarne due diventa più difficile. Tre ancora di più. Un sistema da solo, per combattere l’evasione fiscale, fa poco. Ma tanti sistemi insieme, come la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica, fanno molto». —

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