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Per Galli e Termine appena 450 euro al mese Poco più di una mancia

Fiora Bonelli Gabriele Baldanzi
Per Galli e Termine appena 450 euro al mese Poco più di una mancia

Il mix tra pochi abitanti  e lavoro dipendente porta i due amministratori  ai minimi. Nessun rimpianto «ma certo non ci guadagni»

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grosseto. Quattrocentocinquanta euro. A tanto (sarebbe più corretto dire, a tanto poco) ammontano le indennità percepite dai sindaci di Roccalbegna Massimo Galli e del collega di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine. Le più basse della provincia di Grosseto.

Il motivo è presto detto: non solo Galli e Termine amministrano dei comuni con pochi abitanti (967 Roccalbegna, 1.316 Monterotondo), ma entrambi sono dipendenti di amministrazioni comunali (Galli è agente di polizia municipale a Grosseto, Termine lavora per il Comune di Gavorrano) ed entrambi hanno scelto di continuare a svolgere il loro lavoro.

Questo fa sì che le già basse indennità lorde si dimezzino, come previsto se un sindaco, lavoratore dipendente, mantiene il suo impiego, per poi essere ulteriormente tassate.

«Sono un sindaco lavoratore – dice Galli – ed è stata una scelta obbligata. Non avrei certo potuto mantenere la famiglia con 800 euro di indennità al mese come sindaco. Allora ho scelto di lavorare e di chiedere i permessi consentiti per essere presente in comune e in tutte le altre situazioni in cui i sindaci ci devono essere. In questo modo, naturalmente, per la mia attività lavorativa, sono fuori dai turni, ad esempio, e questo mi penalizza». Nessun rimpianto, però. «Quando mi sono presentato come sindaco – dice – ero informato di queste conseguenze anche economiche. C’è da tener conto pure che la presenza dei sindaci all’Unione dei comuni di cui Roccalbegna fa parte, è a titolo del tutto gratuito. Facilmente si potrà comprendere come il lavoro di sindaco sia, in termini economici, non certo un guadagno».

Di poco più alto il compenso di Francesco Limatola, primo cittadino di Roccastrada. Sebbene il comune conti 9mila abitanti, a Limatola arrivano ogni mese 712 euro netti. Da tabella gliene spetterebbero 2.788,87, ma, lordi, gliene vengono versati 1,180 euro. Che, con le trattenute, si assottigliano a 712.

Limatola, infatti, è dipendente del Ministero della Difesa, lavoro che continua a svolgere a tempo pieno, fruendo di un orario favorevole, di permessi e altri benefit previsti dalla legge per gli amministratori. Perde, ovviamente, una parte del cosiddetto salario accessorio da dipendente pubblico. «Mi hanno fatto notare di recente che sono il sindaco di Roccastrada meno costoso degli ultimi 30 anni», dice.

«Un consigliere di amministrazione del fondo Mes guadagna 100mila euro all’anno. Di fronte a questo dato, per i sindaci parlerei di rimborso spese per un’attività di volontariato più che di una indennità», dice dal canto suo Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri, 1.178 abitanti. «Inoltre i Comuni piccoli hanno ben altre esigenze rispetto a quelli più grandi – aggiunge – il Comune grande ha uno staff che lo sostiene; qui a Montieri il sindaco è un po’ da bosco e da riviera». —

Fiora Bonelli

Gabriele Baldanzi

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