Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Il presepe di don Gianni è pronto e una statuina raffigura proprio lui

Fiora Bonelli ; Fiora Bonelli
Il presepe di don Gianni è pronto e una statuina raffigura proprio lui

3 MINUTI DI LETTURA







Don Gianni nel presepe delle meraviglie. Un presepe monumentale che ferma il tempo, fra stupore e commozione. Il parroco don Gianni Lanini inaugura a Castel del Piano il presepe della Madonna delle Grazie domenica 8 dopo la messa delle 11.

L’opera è stata terminata il 4 dicembre, dopo un durissimo lavoro a tempo pieno, durato circa un mese in cui don Gianni e i suoi collaboratori, Danilo Magliacani e Mauro Moretti e alcuni giovani, hanno fatto crescere un presepe poeticissimo e incantato, che accoglie tutte le creature con amore universale e va a frugare nei cuori e nelle menti. Un capolavoro d’ingegno, di fantasia, di ispirazione religiosa e storica. Centinaia di figure, strutture illuminate che si perdono in lontananza nel rispetto di una prospettiva studiatissima che comunica il senso dell’infinito della storia e la varietà della condizione umana. Un presepe che ferma, con mille suggestioni di colore, di ombre e di luci, il momento della nascita di Cristo. Un tempo immobile e fisso su quel Bambino da cui il mondo attende un segno definitivo.

In questa meraviglia l’occhio si perde nelle lontananze del Monte Amiata e scende sulle case arabe e sulle citazioni romane, sugli animali, su tutta la famiglia di esseri viventi che popolano il mondo e fanno battere il cuore del tempo. Un’opera che scandaglia il fondo delle coscienze e commuove, che occupa 100 metri quadrati di chiesa e stupisce per le rifiniture e i dettagli, annodando i fili di un discorso complesso che tocca fede e tradizione.

«Il presepe è stupore – commenta don Gianni – è la meraviglia di scoprire la luce dopo una lunga attesa e per noi che non sappiamo più aspettare e non ci stupiamo più di nulla, è un segno di umanità e uno strumento per emozionarsi ancora. Costruendo il presepe, pezzo dopo pezzo, con amore, anche io mi preparo al Natale e la sua attesa si sviluppa nel corso delle ore e dei giorni, mentre prende forma la grotta della vita e dei suoi significati».

Nel presepe, quest’anno, assieme alle statuine, c’è anche quella dello stesso parroco don Gianni. L’ha fatta costruire a Napoli, l’avvocato Miraldi, di Siena, cultore di presepi, che ha donato al parroco una collezione di statuine napoletane, andate ad affiancarsi a quelle già in possesso di don Gianni, provenienti dalle chiese del borgo e dalla collezione privata del parroco. E proprio a Napoli l’avvocato è andato appositamente per far costruire ad un artigiano la statuina ritratto del parroco. Un omaggio a questo sacerdote artista che per un mese ha realizzato l’opera, costruito, studiato, centellinato spunti e ispirazione per una magnifica Natività. «L’avvocato – spiega il parroco – per questa volta mi ha ceduto la statuina che mi ritrae e che poi gli restituirò, perché è destinata ad entrare nel presepe di Miraldi». Il volto di don Gianni e la sua figura inginocchiata vicino alla capanna, diventa così la firma simbolica di una vera opera d’arte, che comunica una visione francescana della vita e una fede profonda nelle parole dei Vangeli.

E al Tirreno che gli chiede se, dopo il vandalismo dell’anno scorso, abbia intenzione di organizzare dei turni di sorveglianza, don Gianni dice: «Ci ho pensato e ripensato, ma per adesso preferisco non organizzare nulla. Ognuno deve essere libero di venire, di stupirsi, di emozionarsi, di piangere senza avere testimoni. Ho fiducia che nessuno toccherà nulla, che tutti verranno qui a cercare il loro Bambino per fermarsi in questo tempo sospeso, in attesa di ripartire». —

Fiora Bonelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa