Il Tirreno

Grosseto

Fare il sindaco? Fra onori e oneri un mestiere poco redditizio

Francesca Ferri

Tante responsabilità e indennità modeste: in provincia  la media è di 1.200 euro al mese. E senza tredicesima

3 MINUTI DI LETTURA







«Si fa il sindaco per amore e non per soldi, ma le responsabilità del sindaco di un piccolo Comune non sono da meno di quelle del sindaco di una media città». Così nei giorni scorsi il sottosegretario all’Interno Achille Variati ha commentato l’approvazione in commissione alla Camera, avvenuta all’unanimità, di una mozione presentata dal Pd e che prevede un aumento delle indennità dei sindaci per i comuni più piccoli, quelli fino a 3mila abitanti. Da luglio dovrebbe aumentare a circa 1400 euro netti al mese. Ma quanto prendono i sindaci? E a quali responsabilità sono chiamati, a fronte di quanto percepiscono per il loro operato?

Gli scaglioni

Ogni sindaco viene pagato per il suo lavoro di amministratore. Non è uno stipendio ma una indennità, una sorta di rimborso spese ma su cui si pagano le tasse, e che si calcola sulla base di quanti abitanti ha il comune: fino a 1.000 abitanti 1.291,14 euro, da 1.001 a 3.000 1.446,08 euro; da 3.001 a 5mila 2.169,12 euro; da 5.001 a 10mila 2.788,87 euro; da 10.001 a 30mila 3.098,74 euro, da 30.001 a 50mila 3.460,26 euro; da 50.001 a 100mila 4.131,66 euro; da 100.001 a 250.000 5.009,63 euro; da 250.001 a 500mila 5.784,32 euro, oltre 500mila 7.798,50 euro.

Variabili e tasse

In realtà sono cifre indicative che variano a seconda di diversi fattori. Nel caso di un sindaco che è lavoratore dipendente, se – una volta eletto – decide di non mettersi in aspettativa, la sua indennità sarà dimezzata (e gli spettano 48 ore di permesso retribuito). Lo stesso se è pensionato. Discorso differente per chi è libero professionista. L’indennità non subisce penalizzazioni poiché i lavoratori autonomi hanno maggiori oneri fiscali e previdenziali. Piccole maggiorazioni sono previste se le entrate del bilancio comunale sono superiori alla media regionale (al sindaco spetta una maggiorazione del 3%) e se la spesa pro capite relativa all’ultimo bilancio è superiore alla media regionale (2%).Una volta calcolata l’indennità (compito alla ragioneria comunale), questa viene poi sottoposta a tassazione ordinaria secondo gli scaglioni Irpef. Non è prevista la tredicesima.

In provincia

Il Tirreno ha chiesto ai 28 sindaci – nel caso di Grosseto alla ragioneria – a quanto ammonti la loro indennità. Il quadro che emerge (non c’è stata risposta da Orbetello, Castiglione della Pescaia e Manciano) è che in media un primo cittadino prende 1.205,28 euro mensili. In nove hanno un’indennità sotto i mille euro (addirittura 450 euro nei casi limite di Roccalbegna e Monterotondo Marittimo), molti sono sui 700 euro, e solo due superano i 2mila euro. Il resto prende poco più di mille euro. Insomma paghe da tirocinanti o da operai specializzati, per cinque anni di impegno che dà certo soddisfazioni, ma riserva anche diverse insidie.

Le responsabilità

Il lavoro dei sindaci è un lavoro di responsabilità. Responsabilità penale, civile, erariale. Il sindaco risponde in prima persona degli atti che autorizza. E se sbaglia, anche senza dolo, paga. Di tasca propria. Tanto che, prima ancora di indossare la fascia tricolore per la prima volta, i neoeletti corrono a stipulare un’assicurazione (circa 600 euro all’anno). «Alla fine è sempre il sindaco a rimanere con il cerino in mano», ha tuonato nei giorni scorsi il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna a chi lo criticava per aver fatto evacuare 2mila persone, come prevede il piano di protezione civile, per rischio alluvione.

E, se nei comuni più grandi il primo cittadino può contare su una struttura organizzativa che lo supporta, nei piccoli comuni gli uffici si riducono a poche persone, a volte divise con altre amministrazioni. È a questo carico di responsabilità non supportato da un adeguato riconoscimento economico ciò a cui allude il sottosegretario Variati.

Il lavoro gratuito

C’è poi una serie di incarichi per i quali i sindaci non percepiscono alcuna remunerazione. A esempio, il lavoro in seno alle Unioni dei comuni, al Consorzio bonifica, al consiglio provinciale, all’autorità idrica, alla Società della salute. Tutto lavoro aggiuntivo con responsabilità penali, erariali, contabili. Tutto lavoro e responsabilità che i sindaci si assumono a loro rischio.

Insomma, la casta, forse va cercata altrove. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web