Il dolore
Violentò la sua ex e tentò di soffocarla 23enne condannato a 4 anni e sei mesi
L’associazione Olympia de Gouges era parte civile Riconosciuto il risarcimento: «Lo investiamo in progetti»
Era stato accusato di aver costretto la sua ex fidanzata a subire un abuso sessuale. Di averla perseguitata per mesi, nel vano tentativo di restare con lei. L’aveva minacciata più e più volte, le aveva stretto le mani al collo in più di un’occasione. Non voleva lasciarla andare, senza considerare che lei, come altre migliaia di donne che subiscono questo tipo di violenze, era già da un’altra parte. Non era più con lui, non sarebbe potuta restarci. Dopo aver sporto la denuncia e dopo che gli uomini della questura erano andati ad arrestarlo, così come richiesto dal sostituto procuratore Anna Pensabene, la donna, che ha 33 anni assistita dall’avvocato Claudio Boccini, ha avuto accanto a sé l’associazione Olympia de Gouges, che si è costituita parte civile affidandosi all’avvocato Fabiana Di Vincenzo, ieri ha potuto chiudere un capitolo dolorosissimo. Quello del processo, che è finito con una condanna a 4 anni e 6 mesi per il ventitreenne, difeso dall’avvocato Alessandro Oneto. I giudici Adolfo Di Zenzo (presidente), Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi hanno condannato inoltre il ragazzo al pagamento delle spese processuali, al risarcimento dei danni in favore delle parti civili e al pagamento di una provvisionale in favore della vittima pari a ventimila euro, oltre alle spese sostenute per la costituzione di ciascuna parte di tremila euro oltre alle spese generali e lo interdice in perpetuo da qualunque ufficio attinente alla tutela, alla curatela o all’amministrazione di sostegno, oltre che dai pubblici uffici per cinque anni.
«Il tribunale pur in fattispecie di reati particolari dove i fatti delittuosi si compiono per lo più lontano da possibili testimoni - dice l’avvocato Claudio Boccini - ha riconosciuto l’assoluta credibilità della ricostruzione dei fatti offerta dalla vittima perché assolutamente circostanziata e suffragata da terzi. La decisione ha confermato la violenza sessuale subita e le violenze fisiche e morali cui è stata sottoposta la mia cliente da parte dell’imputato nei confronti del quale il tribunale ha irrigati gravi sanzioni accessorie che, almeno a mio avviso, ben caratterizzano il disvalore sociale del comportamento tenuto».
Il ragazzo è stato assolto per il reato di stalking, che gli era stato contestato dalla Procura. Il pm Anna Pensabene aveva chiesto sette anni e dieci mesi di carcere.
L’associazione Olympia de Gouges è stata accanto alla donna fin dall’inizio della vicenda giudiziaria, da quando lei aveva deciso di denunciarlo. «Se, finiti i tre gradi di giudizio - dice Rita Teodori, vicepresidente dell’associazione - verremo liquidate, utilizzeremo quei soldi per progetti di formazione. Nello statuto della nostra associazione è scritto che, nei casi di processi in cui le donne siano vittime, noi abbiamo l’obbligo di costituirsi. Da vent’anni siamo al fronte e continueremo a batterci non solo in favore delle donne, ma anche per attuare un cambiamento nella società».
Uomini che picchiano le donne, che le violentano, che le perseguitano, che le maltrattano. È questo il mondo nel quale si muovono le operatrici di Olympia de Gouges, che da vent’anni portano avanti progetti e forniscono assistenza per far sì che questi episodi diventino marginali o scompaiano dalla società. «Abbiamo lavorato tanto e continuiamo a lavorare - dice ancora Teodori - per l’emersione del fenomeno, per dare la possibilità, anche attraverso il sostegno che possiamo fornire, ad uscire da situazioni di violenza». —
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