Sicurezza
«Troppi disservizi in Poste, pure i dipendenti si arrendono»
Non è bastata l’assunzione di trenta elementi con contratto a tempo determinato «Il ricorso allo straordinario ormai è diventato sempre più strutturale»
grosseto. C’è qualcosa che non va nei servizi di Poste Italiane. Anzi, molte cose. Il sindcato Confsal Comunicazioni ne ha fatto oggetto di un lungo documento nel quale viene chiesto all’azienda di porre rimedio al più presto, a fronte delle lamentele che arrivano dall’esterno e delle difficoltà che riscontra il personale.
Edoardo Cioni, per la segreteria, prende come riferimento i «numerosi disservizi registrati tra Follonica Orbetello e Castel del Piano» e nota che «nonostante l’assunzione degli oltre 30 elementi con contratto tempo determinato, tale situazione non sembra riprendersi, colpa forse di una riorganizzazione che non sembra accorgersi della complessità e diversità dei territori, (creazione di zone di recapito di dimensioni “bibliche”che spesso superano i 100 km di percorrenza e gestite dalla metà del personale di un tempo!) o più semplicemente applicata male».
Confsal riscontra poi «difficoltà gestionali riscontrate da parte dei vari preposti a gestire sia la quotidianità sia le emergenze, ultima fra queste, l’arrivo di un volume extra di pacchi che ha intasato gli uffici precludendo in alcuni anche alcune regole base di sicurezza». E comunque, «le lamentele sui disservizi giungono numerose e da tutto il territorio; anche quei lavoratori che fino ad oggi hanno provato con impegno a far funzionare il nuovo impianto si stanno pian piano arrendendo, distrutti da una riorganizzazione che non lascia tregua e respiro. Il ricorso alle forme di straordinario si è fatto sempre più strutturale, la carenza di organico si fa sentire e non riesce ad essere compensata dai contratti a tempo determinato che rimangono in servizio pochi mesi e non hanno tempo di padroneggiare un lavoro che nel corso degli anni si è fatto sempre più articolato e complesso. Molti centri di distribuzione loro malgrado non riescono a far fronte agli arrivi, trovandosi cosi costretti ad accumulare giacenza sia di posta che di oggetti a firma (pacchi compresi)».
Il sindacato si chiede come mai l’azienda non prenda provvedimenti a fronte delle proteste che arrivano anche dai sindaci. Situazione difficile non solo per i portalettere ma anche per l’area cosiddetta Mercati privati; «Anche qui il ricorso agli straordinari sta diventando un dovere quotidiano del lavoratore, in quanto molto spesso le risorse, soprattutto ad inizio mese, sono a malapena sufficienti a garantire il minimo servizio. Capita soventemente che uffici non adibiti a “monoperatore” siano condotti da una sola persona, con tutti i disagi ed i rischi consequenziali che ne derivano. Per non parlare dei continui improvvisi distacchi dell’ultimo minuto imposti agli operatori di sportello, i quali si ritrovano sempre più spesso impossibilitati a gestire una vita privata, visti i cambi repentini di sedi ed orari». Età media elevata, nuove assunzioni «praticamente a zero per Grosseto e provincia (solo 3 nuove part-time a fronte di svariate decine di esodi negli ultimi anni)» completano il quadro. —
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