Il Tirreno

Grosseto

il femminicidio 

Sedici anni e mezzo per la morte di Irina Depositata la sentenza

F.G.
Sedici anni e mezzo per la morte di Irina Depositata la sentenza

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grosseto. Ora, a Sergio Bertini, il tecnico informatico condannato a 30 anni in primo grado dal tribunale di Grosseto e che oggi ne deve scontare 16 e mezzo, non resta altro che la legge Gozzini, chiedendo la liberazione anticipata: la norma prevede che il condannato, in determinate circostanze, possa scontare la pena seguendo un calendario di nove mesi invece che di dodici, ovvero vedendosi scontati 45 giorni di pena ogni sei mesi di carcerazione.

La Corte di Cassazione, alla quale l’avvocato Massimo Galletti si è rivolto due volte, ha depositato pochi giorni fa la sentenza con la quale è stata respinta la richiesta del legale del tecnico informatico cinquantatreenne se le attenuanti generiche fossero prevalenti sulle aggravanti visto che la Suprema corte, con la sentenza precedente, aveva fatto cadere l’aggravante della premeditazione.

Sergio Bertini, per la quinta sezione penale, presieduta da Eduardo De Gregorio (relatore Angelo Caputo) ha ucciso Irina Meyntser al culmine di una lite. Lei voleva lasciarlo, lui le ha stretto le mani intorno al collo e l’ha uccisa soffocandola.

Il procuratore generale aveva chiesto l’inammissibilità della richiesta dell’avvocato, sostenendo tra l’altro, tra i motivi di opposizione, il fatto che Bertini avesse fatto «recite dinanzi alle telecamere televisive nella parte del compagno angosciato». Fatto mai successo: Bertini aveva scritto una lettera alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, segnalando la scomparsa della donna, ma non era mai andato in tv. I giudici della Suprema corte hanno dichiarato ammissibile la richiesta del legale ma l’hanno rigettata: Sergio Bertini dovrà scontare sedici anni e mezzo di carcere per aver ucciso la sua compagna Irina e aver tentato di far sparire il cadavere gettandolo in un dirupo a Punta Ciana, dove, se non fosse stato trovato da due cacciatori, sarebbe stato mangiato dai cinghiali. Se il ricorso presentato da Galletti fosse stato accolto, il fascicolo sarebbe tornato in Corte d’appello e qui i giudici avrebbero dovuto riformulare la pena abbassandola fino a 11 anni.

Il tecnico informatico, rinchiuso nel carcere di Massa Carrara da anni, potrà ora fare appello alla legge Gozzini. — F.G.

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