Sicurezza
Rifiuti zero, risultati clamorosi Ma niente sindaci maremmani
grosseto. Nei giorni scorsi a Capannori (Lucca) al convegno di Zero Waste Italy (“zero rifiuti Italia”), alcuni dei 304 sindaci che hanno aderito alla “Strategia rifiuti zero” proposta anni fa dal premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini, hanno presentato risultati clamorosi. C’era anche il Forum Ambientalista, che definisce questi risultati «frutto delle scelte delle loro amministrazioni e dell’opera coerente dei gestori del servizio. Due condizioni che nel nostro territorio per volontà politica non hanno mai marciato nella stessa direzione e con coerenza agli obiettivi nazionali. Tant’è che tra i 304 non c’è alcun sindaco del Grossetano, ultima provincia nel centro nord nella differenziata con il 34% e elevate penali ai cittadini».
Quelli presentati sono numeri che dimostrano come, nei territori in cui si sono fatte politiche virtuose, si sia avuto un incremento notevole di occupazione stabile e discreti redditi per imprese artigianali e industriali nel settore del recupero di materie. «Se nella nostra provincia, anziché vincolare nel 2004 i comuni a conferire all’impianto delle Strillaie fino al 2040 un quantità costante annua di circa 100mila tonnellate di indifferenziato per l’incenerimento, si fossero imitati i comuni più virtuosi, oggi avremmo un numero di occupati 50 volte superiore all’occupazione data dalla produzione di combustibile e incenerimento», dice Roberto Barocci del Forum. Sempre le politiche virtuose hanno portato risultati di differenziata col porta a porta oltre il 70%, riduzione dell’indifferenziato pro capite anno e recupero di materie per oltre il 60%. Tra i dati più interessanti quello del costo della Tari. Le tariffe puntuali (paghi quanto minore è l’indifferenziato che produci) oscillano dalla metà a un terzo di quanto si paga in provincia di Grosseto. Proprio grazie a quel meccanismo che, con l’aumento del recupero dei materiali, consente maggiori entrate dalla loro vendita e riduce i costi di smaltimento del restante indifferenziato (articolo sopra). «I sindaci di Grosseto, Arezzo, Siena e di altri pochi comuni più popolosi, che hanno la maggioranza nell’assemblea dell’Ato, potrebbero cambiare la scelta dell’incenerimento, che i gestori privati del servizio hanno un evidente interesse personale a mantenere», dice Barocci. A questo è dedicato il libro “No. La lotta per la legalità negata” sull’inceneritore di Scarlino. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
