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Nuovo depuratore “green” un progetto da 14 milioni

Giulia Sili
Nuovo depuratore “green” un progetto da 14 milioni

L’Acquedotto del Fiora presenta lo studio sull’impianto di Campo Cangino  La sfida è quella di trovare i finanziatori per realizzarlo in tempi brevi  

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Con il progetto del nuovo depuratore cittadino, presentato ieri pomeriggio in Comune a Follonica, l’Acquedotto del Fiora ha voluto avviare un nuovo corso, un “green new deal” com’è stato chiamato, così da tirare una linea netta tra un prima e un dopo.

Un progetto che dovrebbe segnare un capitolo nuovo, che si discosti dal recente passato, caratterizzato da odori terribili percepiti dalla popolazione della città del golfo.

Ieri pomeriggio i vertici di Acquedotto del Fiora hanno presentato lo studio di fattibilità del nuovo impianto di Campo Cangino, che sorgerà proprio di fianco al vecchio depuratore. Per realizzarlo serviranno 14 milioni di euro e adesso la sfida è tesa a trovare quanto prima i finanziatori per realizzare il progetto in tempi brevi. Una volta trovata la somma necessaria, serviranno circa due anni per terminare l’opera. Il progetto è stato realizzato interamente grazie a competenze e risorse interne ad Acquedotto. Lo studio di fattibilità tecnico-economica per il nuovo impianto, frutto della stretta sinergia tra l’azienda idrica e l’amministrazione comunale, è stato illustrato dalla responsabile gestione operativa di AdF Michela Ticciati e da Monica Mercuri dell’unità reti e impianti ambientali.

Presenti anche il sindaco Andrea Benini, il vicesindaco Andrea Pecorini, il presidente di AdF Roberto Renai e l’amministratore delegato di AdF Piero Ferrari. Il progetto messo a disposizione del territorio presenta un nuovo impianto di depurazione con una capacità di circa 86 mila abitanti equivalenti e che potrà essere realizzato nell’area adiacente all’attuale. Mercuri ha illustrato dettagliatamente tutte le novità del nuovo impianto che avrà una tecnologia Mbr, ovvero a membrane “bio reactor”. «Un impianto Mbr costa di più, sia per quanto riguarda la realizzazione che la manutenzione – spiega Mercuri – È però più efficiente e reagisce in miglior modo ai picchi di portata».

«Il nuovo impianto – dice la responsabile depurazione – è stato pensato su varie linee. Tutte le sezioni sono interscambiabili tra di loro, in modo da avere sempre una linea di riserva. In condizioni massime estive di pioggia riuscirà a trattare tutta la portata». Tutte le vasche e tutti i comparti saranno coperti e l’aria estratta con un sistema di estrazione sarà inviata a bio filtri per essere poi emessa in atmosfera. L’impianto è stato definito green proprio perché prevede la possibilità di riutilizzare immediatamente le acque depurate: si potranno impiegare in agricoltura o per l’industria proprio perché saranno prive di batteri grazie al sistema di filtraggio. «L’intenzione – ha commentato Renai – è quella di pianificare progetti green e innovativi con nuove tecnologie in sostegno dell’ambiente». «L’obiettivo è quello di consegnare un impianto nuovo e innovativo – ha aggiunto il sindaco Benini – AdF ha messo Follonica tra le sue priorità. Adesso è importante proseguire con il reperimento delle risorse». «La uova fase green servirà a fare in modo che si ragioni in termini di riuso proprio in vista dei problemi di scarsità delle acque – ha concluso Ferrari – Con questa idea abbiamo guardato al futuro con un occhio al cambiamento climatico». —

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