Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

«Niente presepe al nido»: la protesta di una mamma

F.G.

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civitella paganico. Ci sono 24 bambini all’asilo gestito dalla cooperativa Il Giocolare, tutti piccolissimi. E proprio in questi giorni, le maestre, con la coordinazione della cooperativa che gestisce la struttura, stanno mettendo in piedi tutti i laboratori per portare l’aria di Natale nella scuola. Ma tra le iniziative, non ci sarebbe il presepe. Una scelta, questa, che ha mandato su tutte le furie Priscilla Occhipinti, titolare della distilleria Nannoni, che si è sentita negare la possibilità di portare a scuola una palla per decorare l’albero con il disegno del presepe. Una scelta, quella fatta dalla cooperativa, che ieri sera è stata discussa con tutte le famiglie dei bambini. «Avevamo fatto già una riunione la sera prima – spiega Alessandra Baicchi, responsabile della cooperativa – durante la quale abbiamo detto alle rappresentanti quali fossero i progetti del laboratorio di Natale. Il presepe sinceramente non lo abbiamo mai fatto, ma se ci chiederanno di farlo non è certo un problema». Occhipinti è di diverso avviso: «Ci hanno vietato di portare a scuola come addobbi dell’albero di Natale dell’asilo eventuali presepi o oggetti a tema religioso, per non essere discriminatori nei confronti di eventuali bambini di altre religioni – dice – Alla rimostranza di alcune mamme, la risposta è stata che la scuola è laica e che non sarebbe giusto nei confronti di bambini di altre religioni. Nessuno chiede l’insegnamento della religione in un asilo, ma io, che nemmeno sono battezzata, e che a scuola ho frequentato solo un paio di anni l’ora di religione, ricordo con tenerezza le recite con il bue e l’asinello, le poesie del Natale ed il presepe con la stella cometa di cartapesta fatto all’asilo».

È una lettera aperta quella scritta dalla mamma, «che deve servire – dice – per aprire una riflessione più ampia su questo tema: predichiamo la tolleranza ed insegniamo noi stessi ad essere intolleranti, presumendo che le altrui immagini religiosi diano fastidio agli altri. Se l’intento sicuramente benevolo degli amministratori della cooperativa è quello di non fare discriminazioni, non è questa una discriminazione enorme nei confronti della nostra cultura? Cosa faranno quando il mio bambino porterà a scuola una pallina con dentro Gesù, non attaccheranno la sua pallina all’albero? Io non avrei niente in contrario se un bambino buddista all’asilo volesse attaccare all’albero di Natale un piccolo Buddha, non vedo perché non poter attaccare all’albero un piccolo presepe. È forse offensivo?».

Dopo la riunione delle rappresentanti, che hanno avvertito le mamme, tra cui Occhipinti, della scelta fatta, la cooperativa ha incontrato le famiglie.

La mamma, alla prima riunione, quella di martedì sera quando è stato detto che non potevano essere portate a scuola simboli religiosi per Natale, non era presente. «Il presepe non lo abbiamo mai fatto - ribadisce Baicchi - ma se le famiglie ce lo chiederanno faremo anche quello. I bambini sono molto piccoli e abbiamo messo su laboratori con le famiglie per festeggiare insieme il Natale. Nessuno, fino a ieri, aveva sollevato problemi, ma se dobbiamo rivedere qualcosa siamo disponibili a farlo».

Il Natale, comunque, verrà festeggiato dai 24 bambini e dalle loro famiglie con le maestre e con il personale della cooperativa. «Le maestre sono davvero molto brave - dice ancora Occhipinti - e anche la cooperativa lavora molto bene. Sono solo rimasta rammaricata da questa scelta». Scelta che non è stata confermata dalla cooperativa. «Se vengono portate a scuola palline per decorare l’albero con il presepe - dice ancora la responsabile - le attaccheremo al pari di tutte le altre. Il nostro primo obiettivo è l’accoglienza e questa viene applicata a tutti i bambini e a tutte le famiglie, nessuna esclusa». — F.G.



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