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castiglione della pescaia 

Troppa sabbia alla bocca del porto Trasloco forzato per i pescherecci

Enrico Pizzi
Troppa sabbia alla bocca del porto Trasloco forzato per i pescherecci

La flotta è costretta a ormeggiare a Punta Ala o a Scarlino Palmieri: «Ripensiamo ai vantaggi forniti dall’idrovora»

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castiglione della pescaia. L’allarme arriva proprio da coloro che tutti i giorni devono uscire in mare per guadagnarsi da vivere e poi rientrare in un porto sicuro. «Da due settimane oramai gran parte della flotta pescherecci di Castiglione della Pescaia è costretta ad ormeggiare nel porto di Punta Ala causa insabbiamento dell’imboccatura del porto fino a 80/100 metri fuori. Situazione grave – sostiene Giuseppe Temperani, pescatore e responsabile provinciale settore pesca per Forza Italia – che si è venuta a creare dopo le recenti piene e non solo».

Dalla parte di levante (faro verde), spiega Temperani, si è depositata la sabbia che la piena ha trasportato da quello che rimaneva della spiaggetta (30 metri). «Dalla parte di ponente (faro rosso) la solita sabbia, come diciamo (mai ascoltati da anni) viene depositata troppo vicina all’imboccatura», dice Temperani.

Insomma un banco di sabbia unico, compatto dove il fondale oscilla tra 1, 50/2 metri, praticamente insormontabile.

Temperani sollecita un intervento, anche perché in zona c’è l’idrovora, «facendo magari rientrare tutto nell’emergenza regionale», suggerisce.

Il supporto alla categoria pesca viene anche dal consigliere comunale Massimiliano Palmieri: «La succhiona (l’idrovora) la avevamo di proprietà del comune Castiglione della Pescaia. Sono state fatte molte critiche su di essa che risultava costare troppo per la manutenzione e non essere idonea ai servizi che doveva svolgere e quindi venduta. Ad oggi rivediamo la succhiona, presa in affitto, operare in qualche occasione. Forse perché era stata acquistata da una parte di colore politico non attuale? O non si era capito a cosa potesse servire quel mezzo da lavoro? Serviva per risolvere il problema di insabbiamento nel nostro porto, non solo per far rientrare la flotta di pescherecci, ma anche per altre imbarcazioni che hanno il medesimo pescaggio».

Palmieri stila il quadro della situazione, effetto del fondale troppo basso: sono eccessivi e ingiustificati, secondo il consigliere, «i disa degli addetti alla pesca – dice – che dopo ore faticosissime di lavoro assiduo e notturno sono costretti a rifornirsi di carburante troppo costoso; ogni settimana devono, obbligatoriamente, recarsi al porto di Scarlino: a Punta Ala ci sono soltanto tre posti per cinque pescherecci».

«Auspichiamo che il prima possibile – conclude il consigliere Palmieri – vengano ristabilite le profondità per la sicurezza del porto e magari si rivaluti anche il riacquisto di una nuova succhiona».

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