Il Tirreno

Grosseto

Fratelli Massai dona mille euro «Giusto e doveroso contribuire»

lina senserini
Fratelli Massai dona mille euro «Giusto e doveroso contribuire»

Il premio di tappa di questa settimana è stato offerto da un’azienda storica del territorio che non è nuova a gesti di altruismo. Il Tirreno ha incontrato l’amministratore unico  

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l’intervista

lina senserini

La grande iniziativa del Tirreno “Io e te – Associamo i cuori” in favore delle onlus del territorio, che assegnerà premi in denaro a sostegno delle tante attività svolte dal volontariato, ha stimolato anche la generosità dei finanziatori privati.

Questo ha permesso che il gioco – il cui main sponsor è Conad, che mette a disposizione delle prime tre classificate 10mila euro – possa prevedere dei premi intermedi o “di tappa”.

E proprio nei giorni scorsi è stato annunciato un nuovo sponsor che ha generosamente offerto il premio di tappa di questa settimana. Ma chi è?

Oggi sveliamo la sua identità. È l’impresa edile grossetana Fratelli Massai che nei giorni scorsi ha donato mille euro per il montepremi che il quotidiano dividerà tra le associazioni più votate dai cittadini.

Un gesto di grande altruismo per un’azienda storica di Grosseto, che non è nuova a queste iniziative, come racconta Rossano Massai, presidente dell’Ance e amministratore unico dell’impresa edile fondata nel 1961, che insieme alle aziende collegate dà lavoro a oltre cento persone.

L’impresa Massai ha accolto senza esitazioni l’iniziativa del Tirreno.

«Certamente. Anzi abbiamo ritenuto giusto e doveroso sostenere la vostra proposta, per restituire qualcosa a questo territorio, cui siamo particolarmente legati. Mio padre e i miei zii che hanno fondato l’azienda, noi fratelli e cugini che la portiamo avanti siamo nati tutti a Grosseto. Qui l’impresa Massai si è sviluppata ed è cresciuta grazie a questa terra generosa. E poi c’è anche un’altra ragione. Siamo di origine contadina e conosciamo bene la solidarietà che caratterizzava la vita in campagna. Quando c’è bisogno si dà una mano. Il volontariato è così, a volte lavora in seconda fila, silenziosamente, ma interviene dove e quando è necessario, senza chiedere niente in cambio. Per questo siamo particolarmente sensibili e ogni anno destiniamo un budget di diverse migliaia di euro alle associazioni di promozione sportiva e del terzo settore in generale».

Ritiene importante, quindi, che Il Tirreno abbia dato visibilità a tante onlus?

«È fondamentale, direi. Grazie alla vostra iniziativa abbiamo scoperto molte associazioni che non conoscevamo. Avete aperto una finestra su un mondo in parte nuovo per noi, che mobilita tantissime persone in molti campi e che siamo contenti di poter sostenere. E non lo facciamo per un ritorno di immagine o per pubblicità, dato che l’80 per cento del nostro lavoro è in opere pubbliche e per lavorare in questo settore si devono vincere gli appalti, non c’è pubblicità che tenga».

Dalle interviste alle associazioni, pubblicate in queste settimane, è emerso ancora con più forza l’impoverimento del territorio. Come imprenditore e come presidente Ance vede soluzioni?

«Parando del mio settore, la crisi profonda che ha colpito l’edilizia privata ha trascinato con sé l’economia del territorio. In questo campo non torneremo mai più alle condizioni di 15 anni fa, anche perché la crisi ha trasformato la società sia da un punto di vista strutturale, ci sono più anziani e più single ad esempio, sia rispetto alla sensibilità delle persone. Oggi chi acquista una appartamento vuole sapere in che classe energetica è, che tipo di tecnologia è stata usata per costruirlo, le condizioni antisismiche, che spazi e servizi ci sono nella zona. Si parla di recupero e di rigenerazione urbana, si pensa al clima, ma anche al risparmio. A fronte di questo non abbiamo ancora normative che consentano di dare risposte adeguate ai bisogni di chi decide di comprare una casa. Occorre una profonda revisione e regole al passo con i tempi».

E sul piano pubblico?

«L’impresa Massai lavora molto anche fuori provincia e regione, per lo più in ambito pubblico. Dal nostro punto di osservazione, la Maremma ha bisogno di infrastrutture. E mi riferisco a tutte, non solo alla viabilità, ma anche agli interventi di protezione e tutela del territorio. Senza investimenti in questo campo la ripresa diventa impossibile. Occorrono più finanziamenti e quelli che ci sono dovrebbero avere meno lacci burocratici, affinché si possano trasformare in cantieri». —

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