Il Tirreno

Grosseto

la coppia che vive sulla panchina 

«Posso ospitarli in albergo» Ma loro rifiutano l’offerta

Giulia Sili
«Posso ospitarli in albergo» Ma loro rifiutano l’offerta

Il proprietario di una struttura di Piombino si è fatto avanti: la coppia vuole restare a Follonica. Il Comune aveva trovato loro una casa a Scarlino  

4 MINUTI DI LETTURA







Dentro a quella casa trovata loro dal Comune proprio non ci vogliono stare: hanno preferito passare tre giorni sopra a una panchina piuttosto che accettare di trasferirsi a Scarlino, dove avevano un letto, una cucina, un bagno e, soprattutto, il calore di quattro mura.

Adesso anche un imprenditore di Piombino ha offerto loro una camera, gratuita e per tutta la stagione invernale ma la verità è che la coppia non ha nessuna intenzione di lasciare la città del Golfo. Era lo scorso ottobre quando i due, una donna di 71 anni e il convivente di una ventina di anni meno, che vivevano senza titolo dentro a quella casa ai piedi della ciminiera, veniva assegnata l’ordinanza di sgombero. Prima, però, il Comune aveva trovato loro una soluzione alternativa: una casa nel Comune di Scarlino.

L’abitazione nell’Ilva non era più sicura: in seguito ad un sopralluogo dei vigli del fuoco, la ciminiera che si staglia sopra la piccola casa, era risultata essere pericolante e quelle due persone erano state fatte allontanare proprio per motivi di sicurezza. Per loro si è però attivata subito una rete sociale forte che ha trovato soluzioni in tempi brevi. Soluzione che però non è stata apprezzata dalla coppia.

L’amministrazione aveva trovato, grazie ai servizi sociali del Coeso, una nuova soluzione abitativa e la coppia era stata trasferita in taxi a Scarlino a spese della amministrazione. La casa di Scarlino, però, è stata ben presto abbandonata dalla coppia, senza che sindaco o altri dell’amministrazione fossero a conoscenza della scelta.

Dopo un primo tentativo di rientrare nella casa inagibile dell’Ilva, i due hanno quindi deciso di dormire all’aperto.

La storia della coppia è arrivata anche a Piombino dove Gianluca Martelli, titolare dell’albergo Falesia, ha pensato di offrire loro una stanza: «Mi ha colpito questa storia – dice – e ho pensato di farmi avanti per trovare una soluzione, mi dispiace sapere che vivono su una panchina». I due però non hanno nessuna intenzione di spostarsi dalla città del Golfo. «La storia di queste persone – dicono il sindaco Andrea Benini e l’assessore Alessandro Ricciuti – è, da tempo, insieme ad altre situazioni difficili, al centro delle attenzioni delle politiche sociali dell’amministrazione che non si è mai sottratta ai suoi impegni. È importante per noi, però, sottolineare che la spettacolarizzazione del dolore e della marginalità non appartiene al nostro modo di amministrare e che ci siamo sempre avvicinati a tutto ciò che ruota intorno al sociale per risolvere, nell’ambito del possibile, le problematiche, preservando la dignità di chi si trova in difficoltà».

Quella della coppia è stata una scelta ben precisa e di fronte a questo è impossibile imporsi: «Capita, a volte, che le persone coinvolte nelle politiche sociali decidano di non accettare i percorsi proposti e, se non sono interdette, è loro libera scelta farlo senza che nessuno di noi possa contrastare tali decisioni, anche se esse peggiorano la qualità della vita nella quale quelle persone versano – dicono sindaco e assessore – Lavoriamo quotidianamente con Coeso, servizi sociali, Forze dell’ordine e associazioni di volontariato per gestire ogni situazione si presenti e anche in questo caso è stato così. Ognuno ha fatto la sua parte e siamo già intervenuti, ancora insieme ai servizi sociali, per cercare di convincere le due persone ad accettare di andare alla mensa Caritas per un pasto caldo e un posto letto per la notte. Non spettacolarizzeremo mai – continuano Benini e Ricciuti – gli interventi che siamo costretti a fare o il lavoro quotidiano che portiamo avanti con le associazioni e i servizi sociali, ma ciò non significa che quel lavoro non esista e che non sia un impegno duro e a 360°. C’è purtroppo un rischio fondato anche in Italia, a forza di alimentare odio, intolleranza e paura del diverso, di un deragliamento di civiltà che porta al “reato di povertà”. La politica che piace a noi – concludono – vive anche di scelte silenziose e di umanità che ogni giorno la nostra comunità cittadina è in grado di generare attraverso tutto il sistema pubblico e privato, tra istituzioni e mondo del volontariato, attento a scelte di umanità e di solidarietà per gli ultimi che non richiedono le prime pagine dei giornali». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa