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Grosseto

dopo la piena 

«Il 17 tragedia scampata. E non grazie ai lavori»

I.A
«Il 17 tragedia scampata. E non grazie ai lavori»

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albinia. «Abbiamo paura. Il 17 novembre è stata una tragedi scampata». L’associazione Vita, acronimo per Volontari indipendenti territori dell’Albegna, ha scritto una lettera aperta a tutte le istituzioni per esprimere profonda preoccupazione sulla sicurezza idraulica dopo la scampata alluvione del 17 novembre e chiedendo la convocazione immediata di un tavolo per analizzare tutti i problemi emersi.

«Sappiamo – scrivono il presidente Aleandro Graziani e il direttivo – ma lo sanno anche le istituzioni che si è trattato di una tragedia scampata perché ha smesso di piovere e non perché ad oggi ci siano soluzioni applicate in grado di difenderci da quel tipo di piene. Sappiamo che sul bacino dell’Albegna è piovuto molto meno, addirittura meno della metà di quanto piovuto nel 2012, sappiamo che il ripristino della sezione del fiume Albegna nel suo tratto di valle da Marsiliana alla foce e la presenza dell’argine remoto in località Quarto Albegna hanno contribuito notevolmente alla mitigazione del rischio e sicuramente evitato che alcune zone venissero invase dalle acque. Eppure il ringraziamento più forte che ci sentiamo di esprimere è che abbia smesso di piovere».

Tante le criticità che l’associazione ha registrato come «la potenza e la rapidità con cui quella immensa massa d’acqua riesce oggi a raggiungere la piana di Marsiliana, Polverosa, Albinia. Il picco di piena che nel 2012 ha percorso la tratta Montemerano-Marsiliana in circa un’ora e 45 minuti, questa volta lo ha fatto in un’ora e 15 minuti. Non solo non si è operato per aumentare questo tempo calmierando l’acqua nelle zone alte ma si è addirittura diminuito velocizzando lo scorrimento. È sotto gli occhi di tutti come questo abbia aumentato la pericolosità e quindi il rischio».

Il pericolo è arrivato anche dal torrente del Magione. «L’argine destro del Magione-Radicata nelle prime ore della mattina è esondato – dice Vita – arrivando pericolosamente a comprometterne la tenuta. Sarebbero bastati pochi minuti per arrivare alla rottura. Tra l’altro non è passata inosservata la causa di quella esondazione, vale a dire che in quel tratto l’argine destro era sensibilmente più basso del sinistro e questo sta provocando non pochi malumori nella popolazione, oltre a una certa perdita di fiducia nelle istituzioni e negli enti che dovrebbero tutelare la sicurezza e l’incolumità di tutti». — I.A

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