Italia
Consorzio Bonifica, il vice è Carapelli poi tocca a Bramerini
GROSSETO. Ci sono voluti otto mesi per conoscere il nome del vicepresidente del Consorzio di bonifica grossetano-senese. Una decisione sofferta, un accordo raggiunto nei giorni scorsi dopo mesi di impasse per una questione politico-geografica. Alla fine l’assemblea (composta da 29 membri, 15 eletti e 14 amministratori locali) voterà il senese Gabriele Carapelli come vice Bellacchi per i prossimi due anni. Poi lo sostituirà Anna Rita Bramerini (Cna Grosseto). A Carapelli erano andate 118 preferenze.
Alla vigilia della prima assemblea, nella scorsa primavera, il nome del vicepresidente pareva scontato: Bramerini, grazie a un indubbio consenso personale e alla mobilitazione degli associati, aveva ottenuto alle elezioni di inizio aprile 618 voti, distanziando ampiamente l’ex vicepresidente Mauro Ciani e i senesi Gabriele Carapelli ed Enrico Tellini. Cinque anni fa, con numeri analoghi, Renzo Alessandri (Cna), per mantenere rapporti di buon vicinato con i cugini di Confartigianato, rinunciò al ruolo a favore di Ciani. Per la Bramerini c’era quindi anche un bonus da spendere. Ma poi non era andata come previsto. La scelta della Bramerini, infatti, non era stata ratificata, perché alcuni consiglieri senesi avevano fatto pesare la loro appartenenza e il fatto che fino a oggi la Maremma avesse spadroneggiato nei ruoli-chiave.
Di traverso si erano messi anche il sindaco della città del Palio e altri amministratori senesi, con un’esplicita richiesta della vicepresidenza per Carapelli, segretario generale della Confartigianato di Siena. Un posizionamento sul quale c’era stata la convergenza anche di Confartigianato Grosseto. La proposta di suddividere il mandato - metà per la Bramerini e metà per Carapelli – era già stata fatta mesi fa, ma era poi naufragata su chi iniziava per primo. Ora la situazione si è finalmente sbloccata. Il ruolo di vicepresidente, dietro al sempiterno Fabio Bellacchi, rappresenta una sorta di “premio”; in verità il potere esercitato e i margini di manovra di un vicepresidente sono minimi. — G.B.
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